La gratitudine è un sentimento sopravvalutato.

“dove vi è una grande volontà non possono esistere grandi difficoltà” Niccolò Macchiavelli

Altrochè guru e “laifoach” ammerigani della mia fava, il buon vecchio Niccolò nazionale la mandava benissimo, a frasi motivazionali, secoli fa. E aveva anche un gran bel po’ di stile e lungimiranza in più, ma questo è un mio parere personale.

Faccio mia la sua frase.

La ripeto ogni mattina, appena apro gli occhi e ogni sera prima di dormire, accompagnata sempre subito dopo da un grazie. Un grazie a me stessa e non a qualcuno o a qualcosa di soprannaturale, divino o avulso da me.

La gratitudine è un sentimento che usiamo quasi sempre a sproposito e che molto raramente sappiamo dosare. La gratitudine non è fine a se stessa e non va canalizzata solo esternamente a noi stessi, per come la vedo io. Io sono grata nella stessa misura della mia consapevolezza: so di essere nata a culo in una parte del mondo libera da conflitti sanguinari, malattie endemiche, malnutrizione, mutilazioni genitali come retaggio culturale eccetera. Non per questo mi sento in colpa verso chi ha avuto la sfiga di nascerci, in quei posti, perché anche io ho le mie beghe e la mia dose di merda quotidiana da spalare. Quindi ok essere grati per tutto quello che abbiamo di bello buono e bis nella nostra vita. Ok lamentarci il meno possibile perché non porta a migliorare la nostra condizione. Però anche basta con la solfa del “gratitude challenge awanagana everyday”. Insomma, una parte di quello che abbiamo di bello e buono ce lo saremo anche meritato, o davvero siamo così mucche da pensare che è solo grazie al destino?

Il karma è una ruota che gira. What goes around comes around.

Io ci credo fino a un certo punto. Perché io fondamentalmente sono un po’ come Macchiavelli e credo più nelle persone. Il divino, il mistico, l’esterno a noi fanno molta poca presa su di me. Forse è un limite, per alcuni. Per me è l’opposto, perché mi porta a non pormene, di limiti, o comunque a spostare sempre di più l’asticella.

Quindi si, sono grata. Sono grata di avere un carattere forte, una grande forza di volontà e un’attitudine innata a guardare sempre il lato positivo, anche in mezzo al pantano. Sono grata a me stessa, per essere esattamente come sono.

L’unico karma che mi piace, è quello messo in musica da Gabbani, che i miei bambini ballano tutto il giorno come due invasati agitando le braccia e alzando le gambe a fasi alterne.

Namasté. Alé.

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