Di un gennaio partito a prosecco e di due belle iniziative del web.

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Sono nata il primo di Gennaio, ça va sans dire che lo sento tanto tanto ma proprio tanto il mio mese: tutti fanno le liste, ma io compio gli anni, quindi porto da sempre in me il concetto di rinascita. Ultimamente, complice l’avanzare dell’età, mi sono accorta che:

a) non c’ho più il fisico e non posso permettermi di brindare a nastro col prosecco il 31 e pensare che il giorno del mio compleanno mi basti dormire un paio d’ore in più al mattino.

b) se oltre a pensare che davanti ho altre 365 pagine intonse da riempire di positività non attui un cambiamento di rotta, poi è un attimo ricadere sempre nelle stesse vecchie abitudini. Puoi nascere quando vuoi ma non cambierà un bel niente.

Insomma, sarà che quando si invecchia si diventa un po’ più assennati, ma a differenza degli anni precedenti non ho stilato nessuna lista dei desideri o dei doveri. Fondamentalmente perchè la mia vita mi piace così com’è per un buon 80% e quello che vorrei cambiare non è niente di sistemico o strutturale, bensì si tratta solo di una questione di approccio.

Mi spiego meglio.

A dicembre ho partecipato, su instagram, al PtitZelda2016, un’iniziativa senza alcuno scopo di lucro o fine specifico se non quello di divertirsi a condividere delle foto carine su instagram, la cui madrina è la scrittrice/blogger Camilla Ronzullo, meglio conosciuta come Zelda Was a Writer. Lo scopo del gioco, perchè fondamentalmente di questo si trattava, era di fotografare una piccola gioia quotidiana, per tutto il mese di dicembre: seguendo gli hashtag ho potuto ammirare così tanta piccola bellezza condivisa di sentirmene immediatamente contagiata in positivo e ricordo di aver pensato “ma che figata pazzesca, far diventare virale la bellezza quotidiana”. Sembrava facile, eppure dedicare cinque minuti della mia giornata per fotografare e scrivere due righe inerenti a qualcosa che mi rendesse felice o che mi facesse sorridere non è stata cosa da poco: ci vogliono costanza, dedizione e impegno anche per celebrare le cose belle. é molto più facile condividere un link riottoso su facebook, raccogliendo discutibili manciate di like, piuttosto che focalizzare il proprio impegno su qualcosa di bello.

L’iniziativa mi è piaciuta così tanto, che me ne sono capitate per le mani ben due simili da portare avanti a gennaio, sempre su instagram (è l’unico social che mi piace, si era intuito, vero?): la prima è il mcd31grazie di Chiara di Ma che Davvero e la seconda è il challenge #sonofigaeposso della Spora. Sono due progetti molto diversi, ma mi piace il concetto che sta alla loro base e cioè far girare la positività, la gratitudine, la forza, la voglia di fare, di mettersi in gioco, il non vergognarsi per ciò che si è solo perchè non risponde esattamente ai dettami di una società alquanto distorta e soffocante e limitante. Sono iniziative che elogiano il singolo, le sue capacità, le sue sfaccettature: io non colgo in un tramonto le stesse cose di mio marito, sebbene entrambi stiamo guardando proprio la stessa cosa. Mi affascina fotografare e ancora di più mi affascinano le persone e il loro modo di intendere e interpretare la vita.

Mi sono prefissata, per questo duemiladiciassette, l’unico obiettivo di guardare il mondo con un paio di occhiali diversi dal solito. Questo impone fare sempre un bel respiro prima di sentenziare la propria versione dei fatti che, francamente, non interessa sempre sempre a tutti. Impone inoltre di fare una lista interiore di priorità e ti fa ponderare con cura le cose da dire, le parole da scrivere, i commenti da fare o non fare. Significa anche selezionare a monte le persone e le vibrazioni che portano nella propria quotidianità, decidendo di lasciarne indietro un considerevole numero, senza rancore, per il proprio bene. Credo fortemente che quando si decide di veicolare positività, amore, fratellanza, rispetto e voglia di fare, va da sè che chi si lamenta, chi odia tutto e tutti e chi non fa altro che nutrirsi di rancore e livore non faccia bene a nessuno.

Il web non è solo fatto di perdigiorno che condividono e copiaincollano bufale a nastro sulle loro bacheche: il web è fatto anche di questi circoli virtuosi che ho personalmente deciso di contribuire ad alimentare.

One thing leads to another. So it is worthy to share the love as much as we can. Call it Karma, baby.

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