Mi piace raccontare, mi piace credere, mi piace scrivere. Un nuovo inizio.

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Mi piace raccontare storie, ai miei figli in modo particolare. Mi piace scriverle, mettere le parole su carta, come per provare a fissarle per sempre dentro e fuori di me. Mi piace raccontarmela, tantissime volte. Mi piace pensare che tutto andrà bene, che le cose prenderanno sempre il verso giusto, senza intoppi, senza tragedie. Mi piace essere positiva, nonostante tutto intorno a me a volte sembri andare dalla parte opposta. Mi piace anche pensare che il karma esista e che quello che immettiamo ogni giorno in questo mondo entri in circolo e che stia a noi poi decidere se renderlo un circolo vizioso o virtuoso. Mi piace pensare e credere che siano i dettagli bene e spesso a fare la differenza: una camicia scozzese di flanella, morbida e rassicurante, da indossare ai primi freddi. Un caffè nero, forte e denso che possa svegliare un’ anima un po’ stropicciata e reduce dall’ennesima notte fitta di pensieri e ansie che a volte sembrano schiacciarmi sotto il loro peso. Il suono della carta di giornale, quando lo sfoglio. Il profumo di un libro letto mentre fuori piove.  Il camino acceso. L’odore dei bambini quando dormono. Ci sono tante cose che mi ristorano, ma a volte sembro dimenticarmene. Impazza sul web la moda di compilare una specie di diario della gratitudine”: un compito giornaliero che consiste nell’ annotare almeno una cosa per cui essere grati, ogni giorno. È sconvolgente, quando mi fermo a rifletterci un po’ su, il fatto che ci dobbiamo quasi forzare ad essere felici. Cambiare prospettiva, in un momento di difficoltà, non è per niente facile.

Eppure ce la si fa, con pazienza.

La pazienza, quella virtù a cui sembrava un peccato crescere i bambini. Siamo diventati adulti schizzati che crescono figli schizzati. Non abbiamo pazienza, mai. Siamo sempre di corsa, sempre stressati, ci vantiamo addirittura di non avere il tempo nemmeno per respirare. Io per prima, cresco i miei figli a suon di “dai” e “spicciati”. Per poi sentirmi in colpa tutto il giorno perché sono troppo esigente e rigida. E allora forse non sarebbe ora di rivedere la scala delle priorità? Non sarebbe forse davvero il caso di fare un bel respiro e poi una lista di cosa veramente sia importante, di cosa ci lasci una bella sensazione di pienezza a fine giornata, quando siamo sole a fare i conti con noi stesse? Meno diari, più concretezza. Non serve a molto riempire pagine e pagine di buone intenzioni e poi dare di matto al semaforo.

Continuavo a ripetermi che avevo le mie buone ragioni, per avere sempre i nervi scoperti. Effettivamente ne avevo. Un  po’ ne ho ancora. Ma non sono sufficientemente buone, per perderci appresso istanti preziosi di vita. Avevo pensato di aprire un altro blog, perché qui non vedevo una direzione precisa. Al solito, quando una cosa non mi soddisfa o non va come credo, non resisto alla tentazione di scappare, di cancellare tutto, come se eliminare un blog potesse risolvere questioni passate. E mi sono detta che il blog rimane, perché il bello del web è che puoi arrivare dove vuoi, se davvero ci credi. Però gli rifacciamo il trucco, gli infiliamo un paio di scarpe comode e lo facciamo pedalare in un’altra direzione.

Sarà una direzione che profumerà di libri. Forse qualche volta della mia vita e dei miei bambini, altre di cucina, forse anche di musica e fotografia e pittura, ma soprattutto di libri. Perché scrivere è la cosa che so fare meglio e perché farlo ascoltando musica è la combinazione perfetta per tornare in linea con tutto quello che sembrava uscito da binari. Perché i libri sono spesso l’unico conforto possibile, ma anche una bella zuppa calda in certi momenti non guasta. Perché le cose vanno guardate per la loro interezza, con intensità, anche quando fa male e questo blog deve essere come me: con lo sguardo fisso aulla scrittura ma circondata di ottimi stimoli, che solo l’arte e la vita possono fornire.

Perché come disse una volta Leonard Cohen, che oggi ci ha lasciati orfani di un’intensità che pochissimi artisti possiedono:

 “c’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce”

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Il diario di carta ha detto:

    … e allora via con “il nuovo blog”! Ho già aggiornato il link che porta al tuo spazio… 😉
    Bentornata Lauretta, spero resterai a lungo.
    A presto!

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    1. laura ha detto:

      🙂
      si dovrei tenere botta, come si dice dalle mie parti.
      Il tempo a disposizione è poco ma ho deciso di investire sulla qualità anziché sulla quantità (che poi altrimenti va a finire che uno scrive solo post autoreferenziali e poi diventa noioso)
      Ho un post in canna niente male, il tempo per raccogliere due idee e in un paio di giorni dovrei andare on line!

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