siamo lievi, sempre, ma soprattutto oggi.

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Sono giorni un po’ tristi. Nel cuore del mio paese è morta tantissima gente, molti altri sono feriti e senza una casa, senza più una famiglia, senza più niente. In queste ultime ore si è visto e letto e ascoltato talmente tanto strazio, che come dice la mia amica Claudia ci vorrebbero almeno altri due giorni di meditazione fatta ad hoc, per ripulire la nostra mente da tutta questa energia negativa.

E io ho due bambini e una vita che fortunatamente, per ora, è libera di scorrere senza preoccupazioni così gravi e quindi la faccio andare via liscia e serena. Queste cose ci possono ricordare quanto siamo fragili e di passaggio e di quanto a volte siamo lasciati in balia del caso.

E quindi usiamo bene tutto il tempo che abbiamo. Non aspettiamo il momento giusto per fare quello che ci è venuto in mente di fare. Diamo un bacio in più, una carezza in più, andiamo a letto un’ora o due più tardi per finire quel libro o quel film che ci sta prendendo così tanto. Riempiamo la nostra esistenza il più possibile di quello che ce la rende piena e godibile. Facciamo quel viaggio, chiediamo quell’aumento, mandiamo quella lettera di dimissioni, scriviamo quel libro, dichiariamoci a quel ragazzo che ci piace.

Io oggi prendo su i miei nani e vado al mare con gli amici. Metto i piedi nella sabbia, vado a riva a bagnarmi i piedi e a prendere il vento in piena faccia e lascio che mi riempia i capelli di sale, che va bene così. Lascio che mi entri dentro e che mi scuota un pochino, che non fa mai male. E lo lascio fuori dalla porta, tutto questo dolore a cui non posso porre alcun rimedio. Lascio spazio solo per la bellezza, per il sole che comincia a intiepidire un pochino, per il cielo che quando settembre si avvicina sembra diventare di un azzurro più intenso, più abbagliante, per il chiasso assordante dei miei figli, per una bottiglia di vino da smezzare con una donna speciale, un pezzo del mio cuore che era in giro per il mondo e che adesso è tornata a casa, anche se per poco (can’t wait to see ya dear sweetheart).

E che tutto scorra piano, con quella dolcezza di cui dovremmo sempre riempirci gli occhi e l’esistenza. Come fanno i bambini.

Per una volta, impariamo da loro, cerchiamo tutti di essere più delicati e buoni, come la luce di una candela.

E che la terra, questa volta, sia lieve anche a tutte le anime che l’altra notte ha deciso di portarsi via.

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