iL wEEkenD è pIù bELlo sE sEI un fRIccHETtone.

il

Ieri sera hgo litigato con l’armadio, il risultato più o meno è stato questo qua:

Ifreak

sempre stata fricchettona dentro e fuori io. Con qualche ovvio cambio rispettabile per quando vado in ufficio, ma mai elegante, non ce la faccio. Mia mamma mi dice che mi vesto male, forse ha ragione. Per me, non c’è niente di meglio che accumulare un colore sopra l’altro, per affrontare la vita. è una questione di testa e anche di temperamento: io sono fricchettona. Metterei solo tute, sciarpe colorate e maglie a righe. Scarpe basse, solo sportive. Al massimo stivali da motociclista, sempre senza tacco. Ovviamente questo stile non si limita all’armadio, ma si espande a macchia d’olio un po’ in tutti gli ambiti della vita. La casa è tendenzialmente un’accozzaglia di casino, i giochi dei bambini sono sempre in giro, le sedia vontano di vestiti e va bene così, non ho tempo da perdere dietro a queste cose. Devo stare con i miei figli, con l’amore della mia vita e nel tempo che mi rimane scrivere. Oggi che è domenica, riesco a passare un po’ più di tempo al pc, che Chef e Ale non ci sono e quando sono a casa solo con il piccolo è tutto più facile. Non perchè Andrea sia un bambino che se ne sta buono buono in ungolino, o magari nel box a giocare per ore e ore con un pezzo di legno e due cubi.
Col cazzo
Andrea è una piccola iena ridens, ne combina mille al giorno. Mandando sempre tanti baci eh, da quando ha imparato a mandarli a otto mesi gli son così piaciuti che non ha smesso più. Però la sala dove scrivo è grande, i mobili sono bassi, dell’Ikea e io odio i soprammobili, quindi le uniche cose che può far cadere o rovinare sono i suoi giochi. Ogni tanto bisogna controllare che non mastichi pezzi di cenere presa dal camino (ieri) oppure gli adesivi di star Wars con cui suo fratello ha tappezzato il tavolino della sala, anche lui dell’Ikea. Costava diciannove euro sei anni fa. è sopravvissuto a due traslochi e due bambini. Il minimo era che venisse personalizzato, che a noi la roba in serie non piace.
Sui social seguo un paio di blogger molto cool che non hanno bambini e che giusto ieri inneggiavano all’arrivo del weekend, che per loro è ancora decidere se quando e con chi uscire, metterci tre ore a fare colazione, rimettersi a letto subito dopo, saltare il pranzo, uscire per l’aperitivo e rientrare a tarda notte. Oppure subito dopo e spiaggiarsi sul divano in tuta e maglioe oversize e spararsi un’intera stagione di Breaking Bad.
Bei tempi.
Soprattutto arrivare a casa e lanciarsi a pesce sul divano e non fare assolutamente niente. Ecco, forse questa è l’unica cosa che mi manca della mia vita ante-figli. Il resto, nonostante il sonno, la stanchezza, le mille cose da fare e organizzare e incastrare, è sicuramente più bello. Anche se ho poco tempo per me, la mia vita è semplicemente più intensa. E si sa che io detesto annoiarmi, quindi va bene così. Ma il divano. Oh quanto mi manca arrivare a casa dal lavoro e abbracciare solo lui, il mio divanone verde morbidone.
Ma vabbè, ciccia.
Restiamo comunque una banda di tranquilloni, soprattutto nella gestione di tempi, orari e attività. Il nostro weekend tendenzialmente è rotturadipalle-free: ci si alza quando uno ne ha voglia, ma guarda caso i bambini sempre prima delle sette, ma solo il sabato e la domenica eh, che gi altri giorni devi sparare due raudi nella loro camera per svegliarli ma non basta mai. Si mangia quando si ha fame, senza impazzire ore e ore in cucina: mi ricordo che mia madre stava sempre ai fornelli, tutta la mattina e poi fino alle quatro del pomeriggio giù a sistemare. E alla fine boh, secondo me la domenica è fatta per non fare una beata fava tutti quanti.
E poi si esce, tutti insieme o scaglionati, dipende dalle influenze nane o dalle esigenze che cambiano a seconda dei piccoli. E io arrivo alla domenica sera che c’ho un magone che ciao, voglia di andare in ufficio portami via. Che io mi diverto, con la mia famiglia. Ma un casino. E quelli che sui social si lagnano che non vedono l’ora che arrivi il lunedì per me non sono normali. Basta poco per divertirsi con i bambini.Ieri siam stati un’ora e passa a fare i disegni con le dita, per dirne una.

IMG_20160221_110748 (2)

Venerdì pomeriggio, mentre la iena dormiva, io e Ale abbiamo passato due ore in giardino, io ho cercato, riuscendoci, di salvare le aiuole delle piante aromatiche infestate dalle erbacce. Ale invece ha trovato un bruco, l’ha raccolto, messo in un vasetto pieno di terra e foglie di bietola e ogni mattina va a vedere se il suo amico verde è ancora lì, gli parla e gli da altre foglie da mangiare. Insomma mi piace un casino, questa seconda infanzia. Perchè Questo è il regalo che ci fanno i figli: la possibilità di tornare bambini una seconda volta.

Ma il divano, però. Cazzen.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. elisabetta pendola ha detto:

    anch’io mi vesto male. ma grigia 🙂

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    1. lauralaghi ha detto:

      Ma va là. Nessuno si veste male in realtà, è tutta una questione di sentirsi a proprio agio. Quando ero 10 kg in meno e mi vestivo elegante per esigenze lavorative ero più goffa di Bridjet Jones. è soggettivo. E il grigio sta bene con tutto comunque 😉

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