Cose di un altro brutto mondo

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Ieri c’era l’assemblea dei genitori della  scuola materna del piccoletto. E io lo sapevo, che non ci dovevo andare. Che mi conosco e lo so, lo so benissimo che la mia già scarsa tolleranza verso chi si fa delle pippe inutili si acutizza quando noto che le suddette pippe inutili vengono riversate sui bambini. Che il bello dei bambini, è proprio il fatto che sono lineari, mondi da inutili paranoie e idiosincrasie adulte, immuni alle sovrastrutture che invece caratterizzano noialtri genitori.
Faccio una premessa doverosa: se la bidella della scuola il giorno prima si sbatte per telefonare a tutti i genitori (cosa che non è tenuta a fare, lo fa solo perché è una persona che tiene molto a fare bene il suo lavoro) per ricordare loro che la riunione inizia alle sedici e trenta, è tuo dovere, o mamma, di arrivare puntuale. Accettabile è un ritardo di dieci minuti: c’è sempre il rischio di trovarsi davanti il classico trattore del menga, un evergreen sulle strade di campagna, per dire la causa di ritardo più ovvia… comunque se parti da casa dieci minuti prima eviti comunque di arrivare tardi. La puntualità è una questione di rispetto. Non solo per le maestre, ma anche per le altre persone che si sbattono per trovare qualcuno che badi ai piccoli a casa, o che chiedono un permesso dal lavoro. Io ODIO chi arriva in ritardo, mi sento proprio presa per il culo.
Quindi capirete che il fatto che la riunione sia iniziata con 20 minuti di ritardo a causa di questa bella banda di ritardatari del cavolo non abbia sicuramente facilitato la mia disposizione d’animo verso la questione.
A me la scuola di mio figlio piace. Lo ammetto, abbiamo avuto fortuna: è a un tiro di schioppo da casa, le maestre sono tutte brave, competenti, alla mano, disponibili. La cuoca c’ha centosei anni per gamba e fa da mangiare come se fosse a casa sua, fa un passato di verdure che dicono sia spettacolare; denominato “il misterioso” dalla sottoscritta. Una regola aurea per il passato di verdura e per le polpette è: più ce n’è e meglio  è. Ed è anche meglio non chiedere cosa ci sia dentro, che altrimenti la magia svanisce. Il Piccoletto mi racconta che si diverte un sacco: vanno a teatro, hanno una biblioteca fornitissima, fanno tantissimi lavori artistici (collage, dipinti, album di foto ecc) e proprio quest’anno portano avanti un progetto teatrale/libresco sulle emozioni con questa ragazza, esperta attrice teatrale che lavora tanto con i bambini: le tre emozioni su cui verte il progetto sono la paura e il coraggio, la rabbia e la sua gestione e la felicità. Funziona così: la ragazza legge un libro ai bimbi, poi le maestre allestiscono nelle aulee la scenografia della favola e fanno in modo che i bimbi diventino a loro volta i protagonisti della storia. Questo, spiegano, per dare voce alle loro emozioni (attualmente stanno lavorando su paura e coraggio) e imparare a gestirle, onde evitare di andare in crisi più avanti.
E io guardavo le maestre con gli occhi a stellina, pensando “wow che figata, beato lui che fa ste cose, io dalle suore manco per il cavolo, già era un lusso se non mi davano le bacchettate sulle nocche, queste qua si che sono avanti” e davvero stavo per alzarmi e partire con un bel 92 minuti di applausi, quando dalle retrovie parte un becero coro di dissenso. Tra le mille e una cazzata che ho sentito, vi cito le migliori, accuratamente selezionate solo per voi:
1. Ecco perchè mio figlio non dorme più! (seh. per un libro illustrato per bambini di 3 anni, non per le cagate che di sicuro vede in tv eh?)
2. Ecco perché mia figlia parla della morte! (ma vi drogate? in caso, mi date il numero dello spacciatore?? così, per i momenti in cui mi sento giù…)
3. C’era bisogno di parlare della paura a dei bambini? (nooo, scherzi? mica è una cosa comune ai bambini, avere paura e non sapere come gestirla)
4. Mio figlio non ha avuto reazioni, sta  benissimo, mi devo preoccupare? (si, ma della tua salute mentale)
5. La prossima volta in cui affrontate tematiche così scabrose (?!?!) potete avvisarci, così siamo preparate?
Al che io mi sono alzata, ho salutato tutti scusandomi, ma mio figlio era a casa con l’influenza e s’era fatta una certa, dovevo proprio andare…
Prossima riunione: quando il Piccoletto farà la quinta superiore. Se volesse smettere prima e andare a lavorare mi risparmierebbe anche quella, mica male…
L’unica variante che posso accettare: sarò presente a tutte le riunioni, con una bottiglia da due litri di Coca Cola ghiacciata. Alla prima cazzata me la bevo alla goccia e rispondo solo a suon di rutti: magari in quella lingua lì, ste troglodite si sentono più a loro agio…

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. shelina ha detto:

    Ohi Laura,che bello il progetto della storia!!!sì le mamme cagacazzo ci sono anche da me… a casa non li guardano neanche,gli danno la m da mangiare etc etc ma a scuola fanno le pulci a tutto!!!Ma la ragazza che fa questo progetto è esterna alla scuola?o è una loro maestra?

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    1. Laura ha detto:

      É una ragazza esterna alla scuola. Il progetto è bellissimo, ci hanno fatto vedere il filmato (li riprendono senza che i bimbi se ne accorgono) e avevo i lacrimoni dal ridere, erano troppo belli!

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  2. erika ha detto:

    Le avrei uccise di insulti, tanto per cominciare.

    Sono quelle che “non gli diciamo che il nonno è morto” (ndr. puoi dirgli “è volato in cielo”, mica devi dire “è schioppato dopo atroci sofferenze”) ma poi non li calcolano mentre guardano la tv ed i film che passano, inadatti alla loro età.

    Per cui via libera alla cocacola. Arrivo pure io e facciamo un concerto.

    p.s: quella scuola è spettacolare!

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    1. Laura ha detto:

      Ci sto per il concerto polifonico 🙂
      La scuola é fantastica davvero, il che rende le mamme isteriche (mica son tutte così, per fortuna) un po’ più sopportabili.

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