Nothing can hurt you when you're in LOVE. NOt Even ZoStY

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2014Dopo una settimana di varicella del Piccoletto è arrivata l’influenza alla sottoscritta. Tipo il 18 dicembre, giusto giusto sul weekend in cui si sarebbero concentrate cene e pranzi pre natalizi, scambi di auguri, ricchi premi e cotillons. E già mi frullavano a elica, ma l’ho presa con una media dose di filosofia. Poi è arrivata la tregiornitre e speravo di rifiatare, di sedermi a tavola e alzarmi solo quando si fosse presentato il terzo doppiomento. E invece lo sentivo, che c’èra qualcosa di strano. Qualcosa che lavorava sottopelle, che covava lì, pernicioso, tra i nervi e le ossa. Lo sentivo spingere sul coccige, alla base della schiena, sotto le scapole indolenzite e le spalle doloranti. Ma mi ripetevo che forse era solo stanchezza.

E invece era lui. Il maledetto virus Zoster; Zosty per me, varicella per tutti gli altri. Che è arrivata a Santo Stefano, si è protratta fino a ieri mattina e prima di andare via si è preoccupata di lasciarmi un bell’attacco di emicrania più nausea a chidere le danze, per ricordarmi che le mie difese immunitarie avevano fatto fagotto ed erano probabilmente a minchionarmi ai caraibi con un bel bicchiere di Pina Colada ombrellino munito in mano.

Ma per fortuna esistono tachipirina, antistaminico e Difmetré, per il dolore fisico. E un marito meravigliosamente presente, attento e premuroso per tutto il resto. Lui ha pensato al Piccoletto, a me, al gatto e anche a far sì che non morissimo di fame o per un ammutinamento da panni ammassati in ogni dove o da calzini spaiati.

Mai come in questo caso il Kindle regalatomi da Chef per Natale mi è tornato utile: in 2 giorni ho divorato letteralmente “Vita di Pi”: se non l’avete ancora letto non perdete tempo ad arrivare alla fine del post, correte in libreria e riparate il danno; è un libro bellissimo, profondo, spirituale, intenso. Adesso sto leggendo “Splendore” di Margaret Mazzantini, ma non mi sta prendendo. Scorre via veloce come sempre, perché lei ha uno stile meravigliosamente fluido, ma c’è qualcosa che non mi convince. Splendore è come una nota stonata in un coro perfettamente armonico: senti che c’è, ma non riesci bene a individuare dove sia. Ma mi riservo di finirlo, prima di dare un giudizio: per ora non mi esalta, ma sono solo a metà quindi ne parlerò nel prossimo post.

Ieri sera eravamo soli, ovviamente perché ok che stavo meglio, ma Zosty ha lasciato parecchi segni dietro di sé, soprattutto in faccia. Quindi le cose erano due: o mi compravo un burqwa o stavamo inter nos. E abbiamo preferito la seconda, prendendoci tutto il nostro tempo, con calma. Abbiamo cucinato insieme una cena speciale, solo per noi due. Abbiamo fatto divertire il Piccoletto con le fontane pirotecniche nel giardino, scambiandoci gli auguri di buon anno in anticipo, che chissenefrega e l’abbiamo messo a letto e con calma ci siamo goduti la cena. Non c’è niente di più bello di un uomo che cucina per te; o almeno così pensavo fino a ieri sera. Poi, intorno a mezzanotte ho cambiato idea. Non c’è niente di più bello di un uomo che ti conosce così bene, come mi conosce Chef.

pearl jam

Venti Giugno 2014: Eddie Vedder, I’m coming.

Non bastano le parole per descrivere l’emozione. Non bastano le parole per descrivere i miei sentimenti per lui. Ma è qualcosa di speciale. Di immensamente, infinitamente speciale.

Insomma il mio è iniziato alla grandissima: nonostante tutte le vicissitudini appena narrate, mi sento benissimo. Che quel simpaticone di Freddy Nietzsche, che mica era il primo dei patacca, aveva ragione a dire che ciò che non ti uccide ti rende ancora più forte. Ma io mi sento semplicemente più forte: io mi sento invincibile.

Perché sono felice.

Perché sono innamorata.

E vi auguro, almeno una volta nella vita, di sentirvi allo stesso modo, perchè è meraviglioso.

Buon 2014 a tutti voi, dal cuore.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Graziella Carnevali ha detto:

    Che bello Laura qualcuno che scrive di amore! Sembra un sentimento scomparso, pochi ormai ne parlano. Invece essere innamorate e’ una sensazione meravigliosa, che da’ senso a tutto. Tieni tela cara! So cosa si prova, sono stata moltissimo innamorata, e in questo periodo che non lo sono e’ un sentimento che mi manca. Però l’ ultima volta che lo sono stata ( perdona tutti questi sono, ma le vacanze fanno fare le ore piccole…) e ne raccontavo alle amiche la loro reazione e’ stata sconvolgente ( e sono tutte ben accoppiate): cambiavano argomento, mi dicevano che ero una incosciente, se avessero potuto sarebbero scappate a gambe levate. Sono rimasta sconcertata, e ancora mi chiedo perché . Ti auguro di sentirti così tutta la vita, e di continuare ad essere tanto felice! Un abbraccio di Buon Anno!

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    1. Laura ha detto:

      Ah io sono malata di amore. Non so proprio dove metterlo 🙂

      Da innamorati si sta bene, meravigliosamente bene. E ti auguro di provare di nuovo questo bellissimo sentimento! 🙂

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