a volte ritornano. ma solo a volte.

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Ho fatto passare un mese dall’ultimo post. E sì che ne avrei di cose da raccontare, che non mi sono ancora fermata un attimo a rifiatare e anche lo bloggo alla fine ha messo un po’ di ragnatele. Ma non gliele levo fino a giovedì, che fa figo la ragnatela per Halloween.

Ormai ragiono per punti da spuntare sulla mia mega lista mentale e sapevo che sarebbe arrivato il magico momento della resa dei conti, prima o poi.

Dopo un mese e mezzo di asilo il bilancio è stato dilati e bassi: della serie appena il nanetto si abitua all’idea di separarsi dalla comodità noiosa del nido materno e si incomincia a divertire alla grande ecco che arrivano, non necessariamente in quest’ordine: tosse da cane asmatico, moccio verde fosforescente (ma solo ai bambini scende di quel colore allucinante… come mai??????), weekend chiusi in casa. Quest’ultima sarebbe la meno, il fatto è che mi dispiace vederlo stare male e soprattutto mi dispiace che si perda la possibilità di giocare con i bimbi della sua età. Ma la scorza è la mia e appena le sue difese immunitarie impareranno a reagire il moccio se lo spalmerà sul pane a colazione (ma anche no dai…)

Sto tempo mi sta incasinando un po’ la vita, i panni non si asciugano mai, a lavoro c’è da fare e bene e spesso esco di casa alle otto di mattina e ci ritorno di sera, con il risultato che tutto è un po’ a capocchia.

Insomma, periodo fitto di cose da fare, di novità, di impegni, soprattutto.

E venerdì scorso è arrivato lui, il temuto attacco di emicrania; dopo un ciclo che neanche dopo il parto e che mi aveva fatto presagire che montagne di merda avrebbero fatto cucù al mio orizzonte. L’attacco serio, quello con la A maiuscola. Quello che hai voglia a stare a letto al buio e in silenzio per 24 ore: al mattino dopo il male è lì, più pulsante che mai.

Quello che per fortuna che hai una mamma, una sorella e una nonna che a turno possono gestirsi tuo figlio e che possono anche prendersi cura di te, altrimenti sarebbe stata una catena montuosa di merda fumante, non so se ho reso l’idea (credo di si).

Passato tutto, ovviamente grazie a un farmaco anti-emicranico del quale non voglio conoscere il principio attivo, che altrimenti mi piglia male, ho deciso che devo provare a fare qualcosa.

A me piace la mia vita.

Mi piace avere mille cose da fare, stancarmi per fare ciò che mi piace. Mi piace il mio lavoro, anche quando è tanto e difficile come in questo periodo. Mi piace andare in giro con mio figlio, mi piace curare la mia casa grande e il mio giardino. Mi piacerebbe organizzarmi per avere un orto l’anno prossimo. Mi piace far tardi la sera per leggere, per scrivere e per chiacchierare con Chef.

Mi piace un ritmo intenso, non sono per la lentezza, è nella mia natura fare tante cose e non posso, non voglio cambiare. Non amo pormi limiti.

Ma odio il mal di testa. Odio la sensazione di impotenza, odio il dolore, la sensazione di avere le tempie trafitte da mille chiodi.

Quindi, in un modo o nell’altro, qualcosa sì, la devo cambiare.

Smettere di avvelenarmi deliberatamente con cibi e bevande scadenti potrebbe essere il primo passo verso uno stile di vita leggermente diverso. Non è facile, è più di un anno che ci provo e ciclicamente mollo il colpo e poi ciclicamente sto di merda.

Ma male come venerdì scorso non credo di essere mai stata prima. Non ho mai avuto paura del mio mal di testa, non ho mai pianto dal dolore…fino a venerdì notte.

Devo provare a venirne fuori.

Si accettano consigli, anche i più insensati, purché non mi si dica di smettere di bere il vino, che altrimenti mi impicco.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Erika ha detto:

    Mio marito soffre di emicrania e ha risolto il periodo acuto andando dal neurologo, che però essendo un bravo neurologo gli ha dato si le varie medicine tanto odiate dai più (almeno da quello che leggo in giro), ma in quantità minime, per periodi limitati e soprattutto a decrescere fino a togliergliele.
    In tutto ciò gli ha dato norme di vita per stare bene e in questo ordine ha: smesso di fumare, è diventato sportivo (nel senso che va a correre quando può), ha ridotto drasticamente i cibi spazzatura, beve con estrema moderazione (durante i weekend) e il caffè lo ha praticamente abolito.
    Da un’emicrania ogni due giorni ammazzata a suon di antinfiammatori bomba è passato a mesi senza emicrania. Magari qualche mal di testa compare, ma niente di debilitante della serie “Fatemi stare al buio senza suoni che mò vomito pure” che magari con un banale moment passa tutto.
    Per lui la chiave è stato cambiare in meglio, la sua fortuna è che ha me che preparo e cucino verdure come se non ci fosse un domani e faccio anche pane, pizza, dolci, ecc ecc tutto in casa. Diciamo che le schifezze ce le mangiamo per lo più fuori da queste mura.
    (Ma a me toglietemi tutto ma non la mia nutella…)

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    1. Laura ha detto:

      Ecco, io quando tendo a svaccare con alcool, cibo spazzatura o comunque molto grasso e condito, caffè, poco sonno, troppo lavoro poi finisce che mi stresso e mi viene più spesso il mal di testa. Credo che sia un segnale che mi da il mio corpo: della serie “datti una calmata, che se non ci pensi tu a farlo ti costringo io a letto con una bella 2 giorni di emicrania”.
      Ovvio che in quei casi prenderei qualsiasi cosa da chiunque, per stare meglio. Ma vorrei evitare di arrivarci, a quel punto.
      Ok curare il sintomo, ma preferirei non innescare il meccanismo che lo fa esplodere, ecco. 🙂
      E dipende solo da me. Ma a volte è dura, soprattutto quando il tempo è sempre di meno e le cose da fare sono sempre di più.

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  2. Sylia ha detto:

    Io sono astemia, non mangio particolari schifezze, non fumo, eppure soffro di emicrania da sempre, anche se per fortuna gli attacchi più forti sono stati numericamente contenuti. Però mi ricordo ancora il più devastante, nel 2007, in cui sono stata portata al pronto soccorso, perché un dolore simile non lo avevo mai provato, non riuscivo a fare nulla, a muore gli occhi, a pensare, a piagere, nulla, tutto era un dolore lancinante,.. in quel momento ho capito le “leggende metropolitane” su chi dal dolore arriva a trapanarsi la testa, il che dice tutto.
    Dopo quell’attacco mi hanno dato delle pastiglie, dei forti vasocostrittori, da prendere preventivamente all’inizio dell’attacco, ma ammetto di aver avuto sempre il terrore di prendere questi farmaci (avento già io altri problemi e assumendo già la pillola) infatti su 20 in 4 anni ne avrò presi 5 (nelle emergenze) poi la confezione è scaduta e non l’ho più riacquistata.
    In conclusione: non credo che per questi attacchi ci sia un vero rimedio, o meglio, non credo purtroppo che esista un modo per prevenirli, :/

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    1. Laura ha detto:

      L’unica cosa che ho notato è che in periodi di forte stress sia fisico, ma soprattutto emotivo, i miei mal di testa sono più frequenti e più tosti. Se nono più rilassata, più distesa mentalmente, più serena, allora sto benissimo per lunghi periodi. Ne segue che questo è un periodo abbastanza complicato, fatto di emozioni contrastanti e talvolta difficili da gestire.
      Prendere in mano la mia vita dal lato pratico mi da quell’illusione (perché questo è, pura illusione), di avere più controllo. Mangio sano, faccio yoga, respiro, cerco di essere più tranquilla. è un esercizio, una specie di allenamento.. un po’ funziona. 🙂

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