Trovate l'errore

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In questo momento cruciale dai contorni così sfumati, indecisi e labili, ci sono cose che non possono essere relativizzate. Sono i princìpi fondamentali, quelli che servono a un essere umano a poter tracciare una linea, a seguire un modello comportamentale, a partecipare alla società civile. Non sono tanti. Se c’è una cosa che non cambia da quando siamo bambini è proprio questa: le regole basilari a cui attenersi devono rimanere poche e invalicabili. Così come per un bambino piccolo diventerebbe caotico e impossibile seguire troppe regole o dettami, lo stesso vale per una persona adulta: cambiano i princìpi, ma non lo schema di base.

Mi rendo conto che il confine tra giusto e sbagliato è per tutti noi interpretabile e purtroppo molti disagi e conflitti nascono da questa personale interpretazione e dai mezzi che ognuno di noi ha a disposizione per interpretare la realtà. Su questo non ci piove e alla fine è anche giusto così: non siamo fatti con lo stampino e ognuno di noi ha un percorso specifico che lo porta ad essere ciò che è. Questo discorso mi sta bene per il 70-75% delle scelte che ogni individuo fa nella sua vita, indipendentemente dal fatto che queste ultime non influenzino solo la sua di esistenza, ma anche quelle delle persone a lui vicine.

Per il restante 25% però, col cazzo che si può relativizzare.

La violenza è condannabile. Insindacabilmente e non c’è spazio per nessun sofismo  o relativismo.

Vi faccio tre esempi. Se riuscite a trovarmi la differenza su questi tre gesti i casi sono due: o io sono rincoglionita o voi c’avete voglia di trovar da dire. Vi avverto già che se si verificasse l’opzione numero due sono in piena fase pre mestruale e sono anche a dieta. Insomma, io vi ho avvisati.

Un contadino scopre che il cane del suo vicino è riuscito ad aprirsi un varco nella rete che divide i due appezzamenti di terra e ha ucciso quasi tutti i polli che lui possiede. Incazzato a mostro, il contadino uccide il cane del suo vicino. Atto violento e irrazionale di un uomo (considerato essere pensante e razionale) contro un cane, che a differenza dell’uomo agisce seguendo un istinto e che non uccide i polli con l’intenzione di danneggiare il contadino. Il gesto dell’uomo è semplicemente condannabile. La cosa giusta da fare era andare dal padrone del cane e pretendere un risarcimento. Il contadino quindi, è una merda.

Un uomo scopre che la moglie lo tradisce ripetutamente. Va a casa e la corca di mazzate. Atto di violenza ingiustificabile: il cornuto è uno stronzo perché, nonostante la moglie sia una zoccola, ci sono modi più civili per risolvere la questione. Non c’è spazio per i se e per i ma: alzare le mani, per quanto si creda di avere la ragione dalla propria, ci abbassa all’animale che obbedisce ad un istinto, senza pensare né alle conseguenze, né ai danni.

Un uomo di mezza età, in una condizione economica disagiata (come molti altri italiani), decide di commettere un atto dimostrativo per palesare la sua frustrazione. Va al mercato nero, compra un’arma con la matricola abrasa, prende un treno per Roma e durante il giuramento del nuovo governo che finalmente si insedia, spara e colpisce due carabinieri e una ragazza incinta. Ora, qualcuno ha davvero il coraggio di dire che uno che pensa a un gesto del genere è una brava persona che compie un gesto sconsiderato? Dai, fatevi avanti. Davvero, sono curiosa di sentire le vostre argomentazioni.

La realtà è che ieri è stato un giorno brutto, per questo paese. Forse il più brutto da quando ne ho memoria. E mi sono chiesta dove sia iniziata la spaccatura, dove sia l’errore e come fare per trovare una soluzione. Ieri ho guardato mio figlio che, ignaro di tutto, giocava con le sue bolle di sapone e ho pensato che davvero si merita qualcosa di meglio e che adesso come adesso, non sono sicura al cento per cento di poterglielo garantire.

E niente, questa cosa mi rende triste.

Incredibilmente triste.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Graziella Carnevali ha detto:

    Perfetto, ovviamente quell’uomo non solo non è una brava persona, ma è anche un vigliacco: troppo facile prendersela con i bersagli deboli! Se avesse davvero voluto fare un’azione dimostrativa avrebbe dovuto avere il coraggio di tentare di colpire un pezzo grosso (cosa che, naturalmente, io ritengo assolutamente esecrabile e condannabile, ma almeno con una logica, per quanto orribile questa sia). Il problema è che in questa nazione insensata stanno tutti a chiedersi il significato del gesto, anzichè condannarlo punto.

    Quanto ad atteggiamenti violenti io però ti confesso che se qualcuno mi uccidesse il cane, per qualunque motivo, giuro che gli sparerei una schioppettata nelle palle e poi lo finirei tagliandogli la carotide. Perchè se un cane attacca i polli non è colpa sua, ma del proprietario che: 1) non gli dà sufficientemente da mangiare 2) non si fa il mazzo per educarlo. Ergo, il contadino dovrebbe prendersela con il proprietario, non con il cane (anello debole della catena). Così, tanto per precisare,

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    1. Laura ha detto:

      L’esempio del cane non l’ho messo a caso: la sensibilità verso gli animali sta aumentando esponenzialmente e bene e spesso sfocia in isteria (oh, non è il tuo caso, lungi da me!!): il contadino se ammazza il cane è stronzo. Ma anche il padrone se aggredisce il contadino stronzo si abbassa al suo livello. Diventa un “animale irrazionale”. La cosa migliore è fare causa al contadino: visti i tempi potrebbe anche avere un indennizzo notevole e il contadino imparerebbe una lezione forse per il futuro. La perdita non verrà mai ripagata, ma da essa può sempre nascere qualcosa di positivo, anche dal male peggiore.

      Sai, io tremo quando sento certi animalisti infervorati inveire e augurare morte e sofferenze ai cacciatori. Insomma… è follia. Non si può.

      E mi hanno fatto schifo quelle persone che hanno commentato il gesto di Preiti, su facebook e twitter con frasi come “Preiti ha fatto un errore, ha sbagliato mira”. Ma scherziamo? Vaglielo a dire alla figlia di Giangrande, che ha preso la mamma da qualche mese e adesso il suo babbo rischia la paralisi.

      E un’altra cosa: vorrei che la gente sottolineasse il gesto delle forze dell’ordine, che hanno disarmato l’attentatore senza torcergli un capello e l’hanno consegnato alla giustizia. Una reazione giusta, professionale, lodevole: non c’è solo la polizia cattiva che ha resi noti i casi di Cucchi, di Aldrovandi e della scuola Diaz: c’è anche questa gente. Che fa il suo lavoro come si deve e si merita più luce di quella che ha.

      Parlassero di loro, piuttosto che di cazzate.

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  2. Graziella Carnevali ha detto:

    Ok, probabilmente io sono un animale irrazionale, ma voglio bene ai miei cani come a dei figli. Se ti ammazzassero tuo figlio tu staresti calma? Capisco che la violenza è sbagliata, ma è ora di finirla di essere troppo “politicamente corretti”. Quello lasciamolo fare alle forze dell’ordine. Viviamo in un paese che non tutela i più deboli (bambini, anziani, cani, gatti), tu ti accontenteresti di una multa a chi fa del male a un bambino? Forse l’errore è proprio qui, nel considerare “importante” solo ciò che lo è per noi: per te, giustamente, tuo figlio, per me, oltra a mia figlia, i miei amici a quattro zampe. Ok, lo ammetto, potrei uccidere un pedofilo (non so come, visto che non possiedo armi, ma l’istinto sarebbe questo) se lo cogliessi sul fatto, come il contadino ignorante e sadico che se la prende con un povero cane. Forse dovrei scriverlo fuori dal mio cancello, così tutti sono avvisati. E che diamine, c’è un limite a tutto!

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    1. Laura ha detto:

      Guarda io sono una tipa sanguigna a mille, mi incazzo per niente moltissime volte.
      Però ci sono dei principi contro i quali non posso andare: la violenza non mi piace e la condanno a 360 gradi. No che non starei calma se mi ammazzassero mio figlio. Ma reagire allo stesso modo non mi ridarà indietro la mia perdita e potrebbe peggiorare la mia situazione: se ho un altro figlio e un marito a cui pensare e finisco in galera cosa ho risolto? Un cazzo di niente e lascerei sole altre persone che avrebbero bisogno di me e che soffrirebbero ancora di più. Non è una questione di essere politically correct a tutti i costi, anzi. è una questione di decidere da che parte stare: in queste cose non c’è zona grigia. è come dichiararsi pacifisti e odiare chi fa la guerra e desiderare la sua morte: stride.

      Concordo però che è impossibile stare calmi, avere una reazione ragionata e controllata: per questo ci sono le forze dell’ordine e i tribunali: se la questione fosse in mano a noi gente comune, ci saremmo estinti da un pezzo credo 😉

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