emicrania, vuoi che muoro??

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Sono giorni densi, questi. Giorni che scorrono via lenti, come miele che si appiccica alle dita, come se l’inverno non volesse proprio saperne di cedere il passo alla primavera che però la senti che incalza da sotto, che spinge come il coperchio di una pentola a pressione.

Lo sapevo io, che a giorni sarebbe arrivata. Me ne sono accorta domenica mattina, quando ho aperto un occhio e ci ho sentito sopra una tegola arroventata. Molti la chiamano emicrania; io preferisco chiamarla rottura di coglioni esagerata. Non c’è santo o medicina che tengano: quando parte così, con un punteruolo che scava in un angolo del cervello e non ti da pace, sai che puoi prendere anche l’oppiaceo più forte del mondo, ma finchè non decide di lasciarti in pace, non se ne va. Oddio, lì per lì passa, con la bomba atomica (e succede anche che sogni di vivere assieme a Robert Downey Jr… mica male, tutto sommato), ma quando l’effetto se ne va il martelletto riprende a darti noia. è come se un picchio zelante e particolarmente preciso avesse preso di mira una parte non molto definita tra l’arcata del sopracciglio e il centro nevralgico del tuo cervello. E c’è solo una cosa che puoi fare, anzi due: la prima è metterti a letto al buio e la seconda è pregare che smetta presto.

A me è passata oggi, da domenica. Per dire.

Chi soffre di emicrania ha per forza di cose una soglia del dolore alta e lo stesso istinto di sopravvivenza di Bear Grills quando lo carica una mandria di elefanti. Mentre sei inchiodato a letto ti chiedi spessissimo quanto dolore è capace di sopportare una persona: come il mal di denti e le doglie da parto, il mal di testa quello forte va dritto allo stomaco, blocca il collo, fa stringere i denti e spesso ti viene anche voglia di piangere. Tanto sei al buio, il minimo è che ti sfoghi.

Poi, così come è venuto, se ne va e finalmente collo e spalle si sciolgono e tu la smetti di camminare come un robottino. Riprendi a mangiare con regolarità. Riprendi in mano la tua vita e anche pulire la stufa e stendere un paio di lavatrici ti sembrano imprese, confronto a come stavi messa fino al giorno prima. E sorridi. E giochi con tuo figlio. E mentre torni a casa la sera, in macchina, ti si apre davanti la vallata e il sole al tramonto investe tutto di un rosso che sa d’estate, di piedi nudi nella sabbia, di pelle bruciacchiata dal sole, di mojito e di musica, di amici sotto il portico che bevono vino e chiacchierano e ridono. E se non stessi guidando vorresti fermare tutto come in una foto e immergerti nella profondità di quei colori e di quei paesaggi che vedi ogni giorno e che ogni giorno hanno una luce diversa, un sapore diverso, una bellezza diversa.

E non c’è niente di più ordinario della tua vita, lo sai. Eppure per me ogni istante in cui riesco a fermarmi per cogliere la bellezza delle cose sembra incredibilmente fuori dall’ordinario. Come l’odore di nostro figlio mentre dorme, come le sue manine che mi prendono il viso per portarlo al suo pretendendo un bacio. Come il nero denso dei tuoi occhi, come il tuo sorriso che mi riporta alla vita, ogni volta. Come il guizzo dei muscoli della tua schiena, le sfumature dei tuoi tatuaggi, le tue spalle avvolgenti, la tua voce squillante e roca allo stesso tempo. Ora come allora, ogni giorno mi innamoro di te, di quello che siamo io e te…l’amore, che rende meravigliosamente possibile ogni cosa… e di colpo anche l’emicrania è un piccolo, lontano fastidio.

“…Forever trust in who we are

And nothing else matters…”

 

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. claudia ha detto:

    che dire…dal titolo mi ero fiondata qui con un link coi rimedi naturali per il mal di teste e scrivere di come possa far passare tutto (o molto) un rimedio omeopatico unicista (esperienza vera di vita vissuta – da una amica).
    Ma poi ho letto, ed ho pensato che “ma anche no”
    Bello. Forte. Vitale (no, non il mal di testa. Questo che hai appena scritto) 🙂
    PS: ho appena visto un pezzo di film con Jennifer Love Hewitt. Ma tu ci assomigli un pochino o sono io che non ho tutte le Tassen im Schrank, come dicono i crucchi (anche se a me piace di piu’ “Sie hat nicht mehr alle Kekse in der Dose”) 🙂

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    1. Laura ha detto:

      grazie del complimento, quell’attrice è tanto carina (più di me, ma non glielo diciamo 🙂 )!!

      Mah, io i consigli e i rimedi naturali li ascolto volentieri eh, che tutto fa brodo e quando sto così male come lunedì scorso mi berrei anche la bava di rospo (per non dire altro), se mi facesse stare meglio! 🙂

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  2. Graziella Carnevali ha detto:

    Laura, che dire? Perchè cercare una vita “fuori dall’ordinario” (che poi non capisco bene ciò che significhi, essere famose? fare report da zone di guerra? sposare un miliardario?” quando nell’ordinario abbiamo ciò che ci serve per essere felici? Come te. E poi avere una bella vita di coppia, un lavoro che piace, un bambino sano e sereno oggi come oggi ti sembrano cose comuni? Vedo intorno a me gente che non si rende neppure conto di ciò che ha, che è disperata solo perchè non può più permettersi il macchinone o le vacanze alle Maldive, e che non sa godere di un tramonto in campagna o di un abbraccio sincero. Poveri di spirito. Chè poi la vera vita “fuori dall’ordinario” a questo punto è la tua, la mia, la nostra. Un abbraccio, anche al tuo bimbo, e l’augurio che non ti torni più il mal di testa.

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    1. Laura ha detto:

      Ah non lo so, cosa intenda la gente comune per “straordinario”, eppure sono tutti eternamente irrimediabilmente scontenti, in questo momento. E non è colpa della crisi, sto cominciando a pensare che questa crisi stia diventando un po’ capro espiatorio di tante insoddisfazioni legate ad altro.
      Perchè sento lamentarsi quasi sempre solo quelli che hanno quasi tutto in ordine, che secondo me quelli in difficoltà hanno poco tempo per fermarsi a lagnarsi.
      Che un po’ mia mamma ha ragione: se si avesse tutti un po’ più da fare, magari si avrebbe meno tempo per lamentarsi. Sembra semplicistico e forse un po’ lo è, ma a volte un po’ meno pippe mentali farebbero bene a tutti (a me, che bene e spesso le devo ascoltare, sicuramente)

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