The Perfect Number

il

Tre, dicono tutti da sempre, è il numero perfetto. Assieme ai suoi multipli. Non so se sia vero o no, ma in ogni caso cercherò di celebrare questa teoretica perfezione a modo mio stasera, cioè sbronzandomi. Con classe, s’intende, che se mi chiamano Sherpa un motivo ci dovrà pure essere, no?

E comunque, che sia perfetto o no, a me fino adesso questa vita mi è proprio piaciuta. Ed è per questo che alzerò il calice verso l’alto: per ringraziare e per augurare a me e a chi amo che questa fortuna, questa abbondanza e questa pace continuino il più possibile.

Grazie: una delle parole più sottovalutate e più calpestate. Una delle parole più difficili da dire e da fare proprie. Una delle mie parole preferite, che come tutte le cose speciali non vanno usate con parsimonia, a mio parere: le cose belle, più ce ne sono e meglio è, quindi comincio subito:

Grazie a Chef, per talmente tante cose che ci vorrebbe un blog a parte e di libri gliene ho già dedicati due.

Grazie a Titu, che ogni giorno mi da un lasciapassare per tornare bambina con la testa di un’adulta. Grazie per quella risata così limpida, quelle manine cicciotte, quelle guance da mordere e quel profumo di pane appena sfornato che fai quando dormi. Sei la cosa più bella che potessi fare e a guardarti non mi sembri nemmeno vero.

Grazie alla mia famiglia, per tutto.

Grazie ai bellissimi amici che anche stasera riempiranno la nostra cosa con le loro vite, le loro voci, le loro storie e la loro voglia di festeggiare assieme a noi: il vino non mancherà, se ne è occupata una persona serissima e affidabile (no, non io). E grazie anche a quelli che stasera non ci saranno perché sono volati altrove: divertitevi. Sì, anche ai due giovincelli  che ci hanno tirato il pacco all’ultimo: sappiate che vi vogliamo bene lo stesso e che con il culo a mollo all’Havana vorrei tanto esserci anche io: avete tutta la mia stima.

Grazie alla mia S. che adesso è a Sydney a vievere una delle esperienze più esilaranti della sua vita: mi manchi tantissimo, ma la felicità di sapere che stai realizzando il tuo sogno surclassa alla grande il fatto che per un po’ si dovrà rimandare il nostro caffè delle tre del pomeriggio.

Grazie a tutti quelli che fino ad oggi mi hanno delusa, preso in giro, usata: grazie di essere così merde, o non avrei un ottimo termine di paragone per tenermi alla larga da quelli come voi. Che possiate puzzare in eterno, stronzi.

Gli auguri non ve li faccio, che porta sfiga farli prima.

Ma a me, che stanotte ne compio trenta, sappiate che potete farmeli già da adesso.

Be yourselves, be crazy, be happy.

See ya in 2013.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. eka ha detto:

    Auguri Lauretta! :*

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  2. NotForEver ha detto:

    ecco una cosa che mi piace : dire grazie
    son tutto lì a lamentarsi e mai uno che sia uno che si guarda intorno e vede quello che di buono c’è da vedere
    e anche io per i miei trenta presi una sbornia da manuale 😀

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    1. Laura ha detto:

      io ho preso un’influenza da manuale invece !!!! Che l’alcool lo reggo anche troppo bene, aimè !

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