endless love

il

e succede sempre quando meno te lo aspetti e questo ormai è un dato di fatto.

Che proprio mentre sei lì che manco ci pensi, ti colpisce dritto in faccia come una padella bella grossa. Eh però non fa male, anzi.

Succede che non fai in tempo a sposarti che già sei incinta del tuo primo figlio e tutto va a una velocità diversa. Mentre senti la vita che cresce dentro di te non capisci assolutamente niente né di quello che ti sta succedendo, né tantomeno di quello che poi ti succederà. E possono farti anche mille ore di corso pratico e teorico di come si fa a fare un bambino senza traumi ma alla fin fine te sei lì con il tuo dolore, che combatti come l’ultima delle amazzoni rimaste sulla faccia della terra. E non credevi di essere in grado di sostenere una portata di fatica, sudore e adrenalina tali. Eppure, nonostante questo, ancora il velo della tua consapevolezza non si squarcia, nemmeno quando te lo fanno vedere e vi annusate per la prima volta, nemmeno quando stabilite il primo vero atavico contatto labbra-seno: non ti scatta subito, quella molla di cui tutte ti avevano parlato.

E ti senti un po’ un mostro insensibile, perché non provi questo stato di grazia idilliaco che ti avevano assicurato avresti vissuto. E giù con i pipponi esistenziali, le menate e i dubbi inutili e logoranti sul fatto di essere o no una buona madre, perchè quell’abnegazione non la senti. O meglio, ti sembra di non sentirla.

Perché invece è lì ed è sempre stata lì, la fetente. Solo che tu eri troppo impegnata a voler dimostrare algli altri e a te stessa di essere in grado. Questa idea di dover etichettare tutto, di voler incasellare i gesti, le emozioni, i comportamenti dei nostri simili in duemila anni ha solo generato danni, incomprensioni e fastidi. La realtà è che non deve interessare a nessuno, se sei in grado oppure no. Perché è la vita e perché tu lo sai, dentro di te, di essere più che in grado di mandarla avanti senza problemi, al di là di tutte le sottocategorie comportamentali del cazzo.

E lo capisci in un momento qualunque di un giorno qualunque, mentre l’uomo che ami gioca con vostro figlio e lo fa ridere. E la risata di un bambino di due anni, del tuo bambino è qualcosa che ti riempie l’anima e che fa sgorgare dentro di te quel fluido caldo e denso, quella molla che era sempre stata lì e che tu avevi semplicemente accantonato per far posto ad emozioni sterili.

E lo senti, questo amore senza fine. E ci vai a sbattere, perché non potrebbe essere altrimenti e adesso lo sai.

Niente altro, da lì in poi, ha importanza.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. NotForEver ha detto:

    è come quando sei innamorata persa…senti che c’è qualcosa che ti cambia la vita ma ti lasci solo prendere dalle emozioni quasi senza viverle…
    poi un giorno, uno qualunque, alzi lo sguardo, incroci quello della persona amata, e c’è una specie di big bang

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  2. Laura ha detto:

    esatto. non avrei saputo dirlo meglio 🙂
    Il big bang in questione poi è capace di regalare emozioni incredibili 😉

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  3. claudia ha detto:

    Ma questa…sono io! Accidenti, come hai fatto a rubarmi?

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    1. Laura ha detto:

      ehehehehhehe 🙂
      siamo simili, io e te 🙂

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