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Vorrei non avere un carattere così tremendamente umorale.

Vorrei essere più paziente, meno nevrotica.

Vorrei che questa perenne sensazione di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato a fare, male, la cosa sbagliata, di colpo se ne andasse con la stessa velocità con cui Bolt si beve i cento metri.

Vorrei essere magra.

Vorrei essere meno egoista.

Vorrei piangermi meno addosso, essere meno scaricabarile e prendermi come si deve, per una buona volta, le mie stracazzo di responsabilità.

Vorrei rimettermi a scrivere e smettere di procrastinare all’infinito, manco mi chiamassi Victor Hugo*

Vorrei poter cancellare tante cose di me e ricominciarle da zero, per rifarle meglio.

Vorrei un sacco di cose impossibili.

E allora chiudo gli occhi, bevo un bel bicchierone d’acqua e limone e menta e cerco di tollerare questo caldo appiccicaticcio che ricopre tutte le cose di una patina sgradevole e mi dico che beh, poteva andarmi molto peggio. Potevo essere Nicole Minetti, per dirne una. O la ciabatta di Fabrizio Corona. O peggio ancora, i capelli di Marzullo.

Sono nel bel mezzo di una linea d’ombra in cui è parecchio difficile distinguere i contorni netti delle cose, ma ci provo, guardando tutte le cose belle che fanno parte della mia vita. Non le perdo mai di vista, anche perchè uno, nonostante sia sotto il metro, si fa notare e sentire parecchio.

So di essere fortunata: solo lo scorso weekend ho passato una delle serate più belle della mia vita, ieri avevamo il giardino pieno di amici e dei loro rumorossissimi e bellissimi bambini e domani sera vengono le girls con i boyz al seguito per fare una cene di quelle che sai quando ti siedi e mai quando ti alzi. Ma sai già che andrai via un po’ piegato, che il vino scorre via bene, soprattutto se è ghiacciato e bevuto in buona compagnia.

Sono solo momenti passeggeri, momenti in cui non hai voglia di darti tregua e te ne stai lì ad analizzare ogni cosa che di te non ti sta bene: e nonostante io non lo dia a vedere, ci sono tante cose di me che cambierei di sana pianta. Ma non posso. O forse sì? Non è solo un luogo comune, una dichiarazione un po’ di comodo quella per la quale “le persone tanto non cambiano” ? Io ho sempre sostenuto che se c’è la volontà, si può fare tutto e che ognuno di noi ha infinite possibilità davanti a sè; l’ho sempre detto a chiunque mi avesse chiesto un consiglio e non avevo mai immaginato che alla soglia dei 30 anni avrei dovuto misurarmici proprio io. Ma è così e come ogni volta raccoglierò il guanto della sfida. Anche se questa volta la sfida è contro un essere strano, prepotente, dispotico, lunatico, umorale e pieno di mille contraddizioni. Una brutta bestia insomma.

Me stessa.

Intanto vado a fare la lista della spesa per la cena di domani, che è meglio.

Stay tuned.

 

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