صداقة

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Ultimamente sono un simpatico mix di cose poco piacevoli. No, non lo dico per piangermi addosso, per fare outing o per sentirmi dire “ma no, cosa dici, sei solo stanca”. Lo so da me, che sono stanca, cazzo. Sto affrontando un trasloco, la ristrutturazione di una casa, un bimbo di diciannove mesi che sta diventando – giustamente e fisiologicamente- incontenibile. Come se non bastasse, in ufficio il lavoro è tanto e noi siamo sempre i soliti 5 stronzi, di cui due (io e sorella) a mezza giornata. Insomma, come si dice qui dalle nostre parti, “palla lunga e pedalare”. E poche pippe, aggiungerei. Sabato sono rimasta inchiodata a letto dalle tre alle sette del pomeriggio per un attacco di emicrania. Il terzo in tre mesi.

Ci sta, che sono intrattabile.

Però stasera, quando ho tirato due urli da isterica pazzoide a mio figlio perché non si faceva infilare il pigiama e gli ho visto scendere lacrime inconsolabili per dieci minuti mi sono sentita una merda di proporzioni pantagrueliche. E a distanza di ore mi sento ancora così, nemmeno fossi la peggior madre del mondo.

E mentre mi torcevo le mani divorata da inutili sensi di colpa e scoglionamenti vari, per fortuna che m’ha chiamato lei; la mia bellissima amica che lavora come una pazza furiosa, che sta affrontando una rogna dietro l’altra e che non ha nemmeno il tempo per respirare e che nonostante questo ha sempre un sorriso per tutti, una carezza per mio figlio e un pensiero carino per me. Sempre. Queste sono le cose che mi scaldano il cuore, che mi rimandano indietro con la memoria e mi fanno riaffiorare un ricordo nitido e bellissimo. Una casa piccola, un salotto pieno di risate, l’aria densa di fumo, i bicchieri pieni di vino rosso. Occhi che ridono, mani che non stanno mai ferme, tacchi alti e stupideira adelante. Il cerchio alla testa il mattino dopo, il cuore leggero e l’intima certezza che quel qualcosa di bello che hai respirato non svanirà assieme ai postumi della sbornia. E infatti è ancora qui, quel qualcosa. Dopo tanti venerdì sera passati a zonzo per Rimini prima e nel mio salotto dopo, che un figlio cambia il dove, ma mai il come si passi del tempo insieme. Dopo le telefonate, lo shopping, i se e i ma, le storie e i viaggi, i dubbi e i consigli richiesti e non. Dopo un matrimonio, una rottura pesante, un bambino piccolo e un periodo un po’ no, io e lei siamo ancora qui. E passeranno i giorni, i mesi e gli anni. Saremo sempre qui. Quel qualcosa di bello, che ha messo le radici tra noi un venerdì sera qualunque del 2008, è ancora qui. E ho la certezza che non se ne andrà mai. Ci sono legami che non fanno nemmeno in tempo a sbocciare e già sono dispersi; e ce ne sono altri che semplicemente non se ne vanno mai. Il nostro è uno di questi. E quando mi fermo a pensarci, a questa grandissima fortuna che ho per le mani, penso anche che non c’è motivo di lamentarsi.

Perché io ho qualcosa di bello. E ha  esattamente solo un anno in più di me. E che mi perdonerà se la parola “amicizia” l’ho copiata da Google Traduttore, ma io l’arabo, a differenza di lei, mica lo so parlare eh…

Il resto, come sempre, si aggiusta da sé.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. ellee ha detto:

    che bello. A me purtroppo non è andata così. L’amica con cui avevo questo tipo di rapporto si è dileguata non appena avuto la prima figlia, e ora tutto quello che avevamo si è ridotto a un paio di sms al mese tanto per sapere come si sta. Peccato……..

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    1. Laura ha detto:

      Si, é bello. Lei ha fatto un bello sforzo e mi é stata vicina sempre, adattandosi alle mie esigenze. Con un bimbo piccolo le cose cambiano e spesso una mamma perde di vista la sua vita di prima.
      Proponile di uscire una sera, solo voi due. Chissà, magari funziona.

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      1. ellee ha detto:

        già, uscire solo noi due…non sai per quanto chiesto gliel’ho chiesto. Anni forse. E ricevevo sempre la stessa gentile risposta, che non riusciva, che tra lavoro e bimba era incasinata, magari ci si vede una sera vieni qua a cena ecc ecc ecc……….. e non si è fatto più nulla. Almeno, non con me. La sfortuna è che abitiamo una piccola città, i posti sono sempre quelli e quindi ci si incontra………. e così ho scoperto che con qualcun’altra invece le uscite serali in solitaria c’erano eccome….è mi è passata la voglia di recuperare tutto.

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      2. Laura ha detto:

        uh. allora forse il problema è altrove e la maternità è una scusa.
        Mi dispiace. Ma succede, è successo anche a me tante volte. E ci ho messo 25 anni per trovare un’amica come quella che ho ora; e ti assicuro che un’empatia così non è frequente.

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  2. Cupcakes ha detto:

    Io amiche che sono diventate mamme non ne ho ancora, ma amiche che il mio cuore mi urla “è per sempre” ne ho più di una, e so di essere fortunata.

    E’ una sensazione bellissima quella di sapere che comunque, avrai sempre un appoggio, lontano o vicino, con bambini e no (a meno che le mie amiche non diventino pazze con i bambini, se e quando ne avranno).

    Titu domani avrà scordato il rimprovero che gli hai fatto… prova a scordarlo anche tu.

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    1. Laura ha detto:

      grazie cara 🙂

      sì è una fortuna avere delle amiche così, davvero.

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  3. Sabrina ha detto:

    so di cosa parli e credo sia una delle fortune più grandi al mondo
    non lasciarti prendere dalla Sindrome di Iron Woman…e se per una volta ci scappa un urlo in più con Titu non sarà per questo che ti amerà di meno

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    1. Laura ha detto:

      saggio capricorno che non sei altro! 😀

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