Cambi di stagione e crisi da dress code

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Ieri, colta da un’ondata di puro masochismo ho detto alla Mutti “ti secca mettere a dormire Titu qui da te in pausa pranzo? No così ne approfitto e faccio il cambio degli armadi”. Non mi chiedete perché mi vengono certe idee, perché tanto non lo so. Da notare che la Mutti ha accolto la mia richiesta con un giulivo “ma certo gioia, non ti preoccupare, mettici tutto il tempo che ti serve!” , mentre se le avessi chiesto lo stesso favore, che so, per andare a pranzo con un’amica che non vedo da mesi, si sarebbe trasformata nella versione incattivita di Shrek, facendomi sentire una mamma degenere. Che sei matta, a volerti prendere un’oretta solo per te? Macché, devi morirci, dietro alla casa e ai figli, o avrai vissuto invano!

Ma tant’è, dovevo farlo prima o poi, sto maledetto cambio degli armadi. Anche perché così i vestiti invernali sono già lavati, stirati e impilati tutti nello stesso posto. Almeno fare gli scatoloni con gli indumenti sarà facile e sbrigativo. Invece si cercano volontari per incartare e inscatolare piatti, tazze, tazzine e bicchieri. Dai bicchieri che abbiamo, chiunque potrebbe pensare che abbiamo un pub. Invece siamo solo due malati di mente che ogni volta che vanno all’Ikea comprano un set da vino bianco e da vino rosso (che tanto costano poco, metti che qualcuno si rompa…).

Il lato positivo è che in tre ore avevo finito e, non essendoci Titu che dormiva, ho sparato lo stereo a mille dopo la bellezza di diciotto-mesi-dico-diciotto. Un’altra piccola stupida insignificante cosa che non puoi fare, se hai la casa piccola e un bambino: ascoltare musica a tutto volume. Per chi ha fatto della musica una specie di self-help dalla prima adolescenza direi che è un po’ problematico. Problema che si risolverà tra un paio di mesi, avendo la nuova casa più delle attuali 3 stanze abitabili che abbiamo ora.

Il lato negativo: ho scoperto di avere tantissimi vestiti inutili. Praticamente tutti i miei vestiti lo sono. Non ho più niente della mia attuale taglia. O sono troppo piccoli (quelli carini) o enormi, appartenenti al periodo gravidanza-post partum. Insomma, un disastro. Ho tagliato la testa al toro e ho fatto 3 sacchi neri e li ho portati al centro di raccolta dei missionari. Almeno li metterà qualcuno che ne ha bisogno e io non dovrò avere le palle girate a spostare da un armadio all’altro cose che non metterò mai più in vita mia. Adesso mi si presenta un annoso problema: quando cavolo lo trovo il tempo per comprarmi 2 stracci decenti? Mah. Credo che sabato pomeriggio lascerò da soli i maschietti per un’oretta e farò una full immersion da H&M. Non posso spendere troppo e non voglio più – mi siete testimoni- comprarmi mortificanti vestiti da tardona. Ieri ho trovato 3 gonne lunghe, nell’armadio. Dai, parliamone: sono alta un metro e un barattolo, ma dove voglio andare con le gonne alle caviglie? Per curiosità ne ho provata una e sembravo una scatola di pandoro. Un’altra cosa che odio e che avevo a profusione: le camicette/top/magioncini bon ton. A pois, a righine, a losanghe, a tinta unita. NO NO e poi NO: io non sono così. A me piacciono le maglie con le stampe, i giubbotti di pelle, le all star di tela con e senza le borchie, i foulard a kefiah, i jeans un po’ sdruciti, gli stivali da biker, le decolletè in vernice. Io sono rocker dentro fuori e di lato. Ho i capelli rasati ai lati con la cresta nel mezzo, vivaddio, non posso mettermi un maglioncino a losanghe, cazzo. Ergo, altro sacco, ma per Sorella, che invece si veste bon ton da quando è nata. Anzi, lei è proprio nata bon ton. Se mai dovessi comprare un’altro capo da segretaria perfettina vi prego, abbattetemi. Comincerò a “vestirmi da donna” (cit. Shabu, ossia mio babbo) forse dopo i quaranta. Ma non garantisco.

Oggi c’è un sole meraviglioso, Titu è guarito e la bici è lì in garage che dice “dai culona, cosa aspetti???”. Eh. Peccato che alle cinque venga il tecnico delle caldaie per la revisione annuale. A maggio. Sì. Del resto se uno è strano non può poi pretendere che lo circondi gente a posto con la testa, o no? Spero solo che faccia in fretta e che si tolga dai piedi alla velocità del suono, così un micro giretto fino al negozio di vestiti all’angolo magari riusciamo a farlo. Visto mai che quel paio di ballerine azzurre in pelle non mi saltino in braccio da sole…

Sabato mattina abbiamo il primo breafing con gli operai su a casa. Prevedo scintille e bestemmia libera, che si sa che le diverse categorie di artigiani, se fatte convergere tutte nello stesso luogo, regalano sempre qualche perla. A breve racconto dettagliato più caratterizzazione di ognuno di loro: vi prometto un racconto esilarante, quindi restate da queste parti!

 

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Fefy ha detto:

    Sono così materialista che mi affeziono persino alle confezioni. Custodisco i fondotinta nella loro scatola di carta che arrivo a chiedermi “perchè?” solo a prodotto (quasi) finito.
    Il mio armadio scoppia di vestiti per il dress code sul genere “che non si sa mai”. Inesorabilmente ad ogni occasione il tormentone è “non ho niente da mettermi”. Ma prima o poi verrò sommersa dai miei stessi pantaloni bracaloni, che mi imploreranno di smetterla di voler conservare tutto!

    P.S.: Solidarietà per la mamma-comprensiva solo se non stai osando prendere cinque minuti cinque per te. Soprattutto se prima ti brucia con lo sguardo e il giorno dopo è smielata stile “sono appena uscita dall’opera omnia di Moccia”.

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    1. Laura ha detto:

      ahahahaha! 🙂

      Nah, io non amo il vintage in nessuna sua espressione, quindi se dopo 3 anni noto che non uso più l’oggetto in questione, la sua destinazione è la pattumiera. O il riciclaggio spietato. 🙂

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  2. Valentina ha detto:

    Mi sa che le mamme sono tutte uguali. Io non ho un bambino ma la mia con me ha sempre fatto lo stesso: devi studiare/fare qualcosa di serio et importante per il tuo futuro? Va bene, ti lascio in pace. Stai cazzeggiando al pc/chattando con qualche amico? Allora vieni qui ad aiutarmi ad apparecchiare/fare lavori di casa/fare qualcosa di noioso.

    Faremo forse lo stesso tu con Titu ed io con la mia/o quando saranno cresciuti? 😀

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    1. Laura ha detto:

      NO.

      Io ho detto a Chef che se mai diventassi così (o peggio) deve abbattermi come un cerbiatto ferito.

      non voglio trasformarmi in una trifola-zebedei professionista, ecco 😉

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  3. Eli ha detto:

    Ok, quindi la prossima volta che vuoi andare a pranzo con un’amica, sai che scusa inventare! 🙂 magari nno puoi fare il cambio degli armadi ogni 2 mesi, ma un’altra scusa “accettata” immagino si possa trovare! 🙂 guarda, capisco i sensi di colpa, ma ne vedo tante di persone che pensano che l’essere mamma significhi annullarsi come persone, e nessuna e’ felice, e nessuno figlio (soprattutto) e’ piu’ felice di quelli con le madri che si prendono tempo per se’!
    Sono d’accordo con i guardaroba! le gonne lunghe dovrebbero essere vietate a chi ha meno di 85 anni! 🙂 e questa cosa del vestirsi da donna o meno, basta! vestirsi e’ una forma di espressione, ed allora esprimiti, hai tante belle cose da mostrare! 🙂 e’ questa cosa Italiana di dover additare gli altri per come si vestono, guardarli, e deriderli, che e’ molto provincialotta.
    Un caro saluto!
    Eli

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    1. Laura ha detto:

      nessun senso di colpa, ma preferisco lasciarlo a Chef (che è un babbo moderno e rilassato) piuttosto che a mia mamma. Che è adorabile, ma ha i suoi limiti e questo è forse il suo più grande.
      Nessuno è perfetto, nemmeno le mamme 😉

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  4. biancamora ha detto:

    E anche da me… Cambio di stagione sia! Sto cominciando con quello della nana…

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    1. Laura ha detto:

      ah io a Titu non glielo faccio, il cambio. Tanto tra un mese e mezzo ci trasferiamo e lui non ha molti vestiti (ancora) e posso permettermi di usare solo una armadio per lui.

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  5. eka ha detto:

    La gonna lunga (mi correggo: LE gonnE lunghE) sono state per me un errore da adolescente obesa, se tornassi indietro spenderei quei soldi per una bella longuette aderente sul culo ed una giacchetta strutturata (non di una taglia in meno ed effetto bottone pazzo, sia chiaro), molto più professional, o qualche vestito stile anni ’50, altro che quegli orrori ammazza curve. Ma va beh.

    Più ti leggo e più la Mutti credo sia la copia sputata di Madreh, o viceversa… Mi stupisce un sacco sta cosa, l’unica differenza è che tu tutto sommato sei venuta su una meraviglia, mentre io lascio ancora a desiderare 😀

    Per il resto, se c’è dalle tue parti… Promod. Ha gli stessi prezzi circa di H&M ma lo trovo più equilibrato come stili. Non troppo inquadrato, ma nemmeno con gli shorts viola a pois gialli come H&M… per dire…

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    1. Laura ha detto:

      rido per il bottone pazzo 🙂

      e sì, probabilmente Madreh e Mutti dovrebbero conoscersi.

      Anzi, meglio (per noi) di no. 😀

      sì, c’è Promod: in settimana dovrei riuscire a fare un salto sia lì che da H&M. Gli shorts non li porto nemmeno in estate inoltrata (detesto le mie gambe, ma è una mia fissa idiota), ma per quelli lì viola e gialli potrei anche soprassedere… SCHERZO eh 😀

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