Del perché non mangio -più- pesce crudo

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Prima di rimanere incinta ero una consumatrice saltuaria di cibo crudo, sia carne che pesce indistintamente. Poi, essendo risultata negativa al test della toxoplasmosi, per nove mesi ho dovuto rinunciare a quasi tutti gli alimenti crudi (dico quasi perché la frutta e la verdura le ho sempre consumate, ma solo a casa e lavate accuratamente e scrupolosamente con l’aiuto del bicarbonato di sodio).

Durante questi nove mesi di astinenza ho scoperto che l’alimento a cui ho fatto più fatica a rinunciare era la carne: una buona tartare di manzo, una fiorentina alla griglia poco cotta, un piatto di carpaccio, prosciutto crudo DOP e melone (i mesi clou della gravidanza sono stati quelli estivi)… insomma è stata dura. Invece il pesce crudo, che comunque consumavo sporadicamente, non mi è mancato affatto. Perché? Beh, anzitutto per un fatto di gusto. Diciamocelo, il pesce crudo sa di pesce crudo. Insomma, non ha, ovviamente per me, un buon sapore. Non ti mangi un pezzo di salmone così, nature. A meno che tu non sia un orso Grizzly, allora la storia cambia. Quindi no, non mi è mancato e l’ho tolto dalla mia dieta.

Con il lavoro che faccio, sono spesso a contatto con normative CEE, problematiche igienico-sanitarie e aggiornamenti vari ed eventuali del settore ittico. E sempre più spesso i distributori si stanno sensibilizzando al problema dei parassiti che abitano il pesce. I simpatici amici degli abitanti del mare, si sa, sono un fottìo e il più stronzo di tutti sembra essere l’anisakis; si elimina solo se si cuoce il pesce, o se lo si abbatte a una temperatura molto molto bassa per un determinato numero di ore, qui le specifiche. Non ci vuole molto a fare 2+2 : quanti sushi bar, ristoranti, pub e chi più ne ha più ne metta hanno una cella che abbatte il pesce a quella temperatura? Secondo me molto pochi. Di sicuro il bar in spiaggia che ti propone il carpaccio di branzino non ce l’ha. Eppure lo mette sul menu e un sacco di gente se lo mangia senza nessuna preoccupazione. Perché? Probabilmente perché di queste cose si parla poco. Probabilmente perché non è che la gente stia male ogni 3×2, quindi il rischio sì c’è, ma non è il caso diventare paranoici o allarmisti.

Però, dato che è diventata una moda da noi, mangiare pesce crudo (parlo di pesci, non di molluschi e frutti di mare, quella è un’altra cosa), credo sia meglio essere bene informati dei rischi che si corrono. Tra l’altro stiamo mandando a puttane un ecosistema (i tonni nel mediterraneo sono a rischio) per una moda del cazzo. Pensiamoci. Bisognerebbe darsi un limite comportamentale: nel 2012 le informazioni sono fruibili da una gran buona parte della popolazione, basta un click per farsi almeno un’idea veloce di quello che ci circonda. Insomma, internet non serve solo per farsi i cazzi degli altri su Facebook, potrebbe esserci utile anche per essere più informati e consapevoli.

Vi consiglio di dare un’occhiata qui e anche qui. Il pesce è una risorsa importantissima per la salute: fa bene, è buono e aiuta a mantenere la linea. Sicuramente è buona una tartare di tonno (che comunque va condita e quindi il sapore del pesce è alterato), ma volete mettere con un branzino nostrano al forno con qualche pomodoro pachino e un filo d’olio extravergine di oliva a crudo? Non c’è gara.

La cucina giapponese non è solo sushi e sashimi: ci sono piatti meravigliosi, incredibilmente gustosi e particolari che meritano interesse da parte nostra. Ho appena scoperto che, nell’ultimo trasloco tre anni fa, è andato perso il mio libro di cucina giapponese e non ho ancora finito di tirare giù santi dal calendario. C’era uno stufato di pollo e maiale e porri che volevo riproporre per la mia rubrica di cibo e letteratura che era davvero delizioso… questo non mi esimerà dal proporvelo. Ma prima devo riacquistare il perduto bene (credo che dopo questa tragica disavventura i libri per questo trasloco li impacchetterò con tutta la mia proverbiale maniacalità… contento Chef????)

Ribadisco che non voglio assolutamente fare terrorismo: se vi piace il pesce crudo, continuate a mangiarlo. Ma fatelo solo nei posti che ritenete idonei, dove sapete che il personale è serio e qualificato e che mai e poi mai rischierebbe la propria reputazione per un parassita di merda.

 Ad esempio da lui credo che possiate stare più che tranquilli.

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. Fefy ha detto:

    Ok, confesso: a 5 settimane di gravidanza (o come commenterebbe il mio ginecologo: “…avevi concepito da un quarto d’ora”) ho fatto tutta la valangata di esami del sangue. Alla voce toxoplasmosi è uscita la parola magica: IMMUNE. Quindi, anche questa volta, cornuta e mazziata: ho litigato con mezzo mondo per ogni foglia di insalata, senza che la gente avesse motivo per porre obiezioni.

    Detto questo, 9 volte su 10 NON ordino sushi (e non mi piace il sashimi) quando vado al ristorante. Non so resistere agli edamame e (ah va?) agli onigiri!

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  2. Laura ha detto:

    ma come mai litigavi? dal momento che eri immune dal maledetto toxoplasma gondii non avevo motivo per trovare da dire… o no? 😉

    anche io le analisi le ho fatte subito… ma perché ero trooooooopppo curiosa di sapere se fossi incinta o meno!! 🙂

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    1. Fefy ha detto:

      “no, questo non lo puoi mangiare per la toxo!”
      “ho fatto gli esami, sono immune!”
      “non si sa mai”
      “mapporc…”

      Dialogo medio tra me e la suocera dal giorno in cui ho annunciato la dolce attesa, e come con lei con molti altri 🙂

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      1. Laura ha detto:

        ahhhhhhh, adesso capisco. che palle!

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  3. lafiammiferaia ha detto:

    Ma con il pesce affumicato (es. pesce spada, salmone) è da starci attenti come con il pesce crudo oppure il processo di affumicazione rende il tutto un po’ meno pericoloso?
    Scusa se approfitto di te, ma dato che tu col pesce ci lavori…! 😉

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    1. Laura ha detto:

      di regola il pesce viene abbattuto a temperature molto basse prima di essere affumicato, quindi è sicuro. Io in gravidanza non lo mangiavo, ma perché non mi andava! 🙂
      E comunque anche il pesce crudo volendo si può mangiare: basta congelarlo a lungo e a temperature basse (non basta il freezer integrato nel frigorifero, per intenderci. ci vuole il congelatore a pozzetto, capito?) e il rischio è azzerato. I giapponesi (che ne sanno a pacchi) fanno così e anche i ristoratori seri.

      ciò detto: non riesco a commentare sul tuo blog, come mai????? 😦

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      1. lafiammiferaia ha detto:

        Grazie per l’esauriente spiegazione… mi era venuto il dubbio perché se anche il pesce affumicato era pericoloso allora io probabilmente ero una morta che camminava, visto che in passato c’è stato un periodo che mangiavo solo quello! 😉

        Sul perché tu non riesca a commentare sul mio blog non ne ho proprio idea. E a dir la verità sei anche la prima che mi dice una cosa del genere..ma questo probabilmente è dovuto al fatto che non è che ci sia la fila per commentare sul mio blog… 😉
        Ad ogni modo, una spiegazione potrebbe essere che wordpress si è stufato delle idiozie monotematiche che continuo a scrivere e sta cercando di sabotarmi. Il che sarebbe una gran novità, dato che in genere mi saboto da sola! 😉

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      2. Laura ha detto:

        no beh ma comunque, come ho detto anche nel post, non è così frequente l’intossicazione alimentare da pesce crudo eh. basta fare un po’ di attenzione e io comunque non lo mangio prevalentemente perché mi piace poco.

        Riproverò col tuo blogghe!! 🙂

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  4. Veronica ha detto:

    Grazie del post, quasi ad hoc direi… di quello che hai scritto ero a conoscenza e proprio per questo vado solo in uno/due posti dove so che vengono rispettati determinati criteri. Pensavo che ci fossero delle insidie di cui non ero a conoscenza e leggendo i tuoi post mi era venuta un po’ di paura. Anche a me comunque non piace proprio il sapore del pesce crudo, il sashimi non lo mangio e il sushi mi piace solo di salmone, più che altro mi piace proprio provare la cucina internazionale in generale, e data la mia adorazione per pasta e riso in tutte le salse, diciamo che la cucina giapponese incontra molto i miei gusti. Non posso che essere d’accordo sul fatto che il branzino ed il pesce nostrano, che per nostra fortuna sono alla base della nostra alimentazione, non abbiano degni rivali: quando faccio il branzino conto i minuti che mi separano a fine cottura… il profumino che viene dal forno è impagabile 😉
    Tuo marito lavora qui in zona? Qualche locale da consigliare?

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    1. Laura ha detto:

      è che io bene e spesso sono un po’ teatrale, è un mio difetto. 🙂

      mio marito ha appeso la parananza (per chi non è romagnolo: il grembiule) al chiodo 4 anni fa, dopo 15 anni di onorato servizio, e adesso lavora con me. Ha lavorato in un sacco di posti…

      Hai mai provato il Vicolo Santa Lucia a Cattolica? Lo chef è un mio amico ed è davvero bravissimo. Oppure il Quarto Piano a Rimini? Anche quello è fantastico.
      Se non li conosci provali entrambi.

      Ah, c’è anche l’ I-Suite, sempre a Rimini, che è portentoso. Fammi sapere!

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      1. Veronica ha detto:

        Me li segno! Non ho provato nessuno dei tre e, visto che sia a me che al mio ragazzo piace proprio magna’, sono sicura che li proveremo a breve… grazie del consiglio!

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      2. Laura ha detto:

        prego, figurati! Mi raccomando fammi sapere eh! 😉

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  5. Cupcakes ha detto:

    Per me, basta la frase che hai scritto tu sul pesce crudo che sa di pesce crudo.

    Non vado oltre. Non mi piace. Per fortuna =)

    Anzi dico una cosa: conosco un sacco di gente a cui il pesce non piace (io lo amo!!!), ma da quando il sushi va di moda si ingozzano di stoccafissi. Ma perchè?

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    1. Laura ha detto:

      perchè spesso si seguono le mode, indipendentemente dai gusti e dalle idee personali. Questo succede in ogni ambito, non solo a tavola.
      Il popolo è, tendenzialmente, parecchio bue.

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