father and son

il

Succede che ti svegli alle sei. Ti alzi, scaldi il latte, lo porti al nanetto affamato, lo rimetti a letto, svieni per un’altra mezz’ora. Ti rialzi, prepari il caffè, apparecchi per la colazione, fai 40 addominali, ti lavi, ti vesti, fai colazione, svegli il nanetto, lo prepari, lo metti in macchina, lo porti dalla nonna, vai a lavorare. Lavori. Tanto e comunque non basta mai. All’una esci, torni a prendere il nanetto, lo riporti a casa, bestemmi peggio di un muratore bergamasco per parcheggiare, entri in casa, prepari il pranzo (light, che siamo a dieta). Mentre il nanetto sonnecchia prepari la cena, metti sul fuoco il brodo vegetale, stiri un po’ per abbassare le  Twin Towers di panni che invadono l’armadio. Titu si sveglia e ha defecato come un quindicenne che ha fatto indigestione al Mac Donald e quindi lo lavi, lo cambi, gli prepari la merenda, lo bardi per uscire. Un giretto di un’oretta, a passo veloce. Tornate a casa per le sei, giocate un po’ assieme e alle sei e mezza gli fai il bagnetto. Alle sette gli prepari la cena, lo intrattieni con qualche storiella e quando finalmente Chef arriva a casa giocate un po’ tutti assieme, mentre la cena si cuoce nel forno. Ed è il momento più bello della tua giornata, quando vedi i tuoi maschietti che giocano sul lettone, quando senti tuo figlio ridere di quella risata che scroscia come acqua pulita, come solo quelle dei bambini sanno essere. E sai di essere una privilegiata, nonostante la stanchezza e la merdosità insita in ogni lunedì. Privilegiata perché tuo figlio sta bene, perché entrambi avete un lavoro stabile e sicuro, perché puoi permetterti un part-time, perché grazie a questo puoi stare con tuo figlio e vederlo crescere ogni santo giorno sereno e tranquillo. Privilegiata perché con tuo marito le cose vanno bene, perché nonostante un bambino ti cambi la vita, la vostra non è che sia stata poi così tanto stravolta. Privilegiata perché non devi fare due ore di tangenziale per tornare a casa dal lavoro. Privilegiata perché non arrivi il 21 del mese con l’acqua alla gola e la testa piena di pensieri negativi.

E soprattutto, sai di essere maledettamente privilegiata perché hai loro due. Che sì, sono due maschi e per questo hanno i loro limiti, ma sono le persone più speciali che tu potessi avere vicino.

E mentre li guardi giocare assieme realizzi che oggi non è solo un merdoso lunedì qualunque, ma è anche la festa di quello un po’ più grande. E sai che un bacio e un abbraccio speciali se li merita tutti; perché lo sai, lo hai sempre saputo, che sarebbe stato il padre che volevi per vostro figlio. E sicuramente non sarà perfetto, né infallibile, ma è speciale. E Titu è un cucciolo fortunato, con un babbo così.

Il resto, per citare una blogger che adoro, è fuffa.

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. biancamora ha detto:

    Lo sai che ti adoro?! Io passo giornate nere, complice un baby blues che ogni tanto mi attanaglia, ma tu con i tuoi scritti (scritti meravigliosamente!) metti in nero su bianco la parte positiva (anche) della mia vita.
    Perché io so che son fortunata e tante fortune che descrivi minuziosamente le ho grazie a Dio anch’io, ma non so perché in questo ultimo periodo ho quest’ansia canaglia che mi morde il cuore e non mi fa gioire come vorrei e saprei fare.
    Ti ringrazio per il promemoria, me lo hai ricordato ancora una volta delle gioie che ho e oggi ero in vena di viverle anch’io.
    Un bacio!

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    1. Laura ha detto:

      non sai quanto sia felice per rendere il tuo baby blues un po’ meno pesante: io avrei dato un braccio per poter trovare da qualche parte qualcuno che si sentisse come me, quando Titu era micro-nano e io ero rinchiusa in casa.
      Dai forza; lo so che è dura (con 2 poi!), ma poi passa. davvero.
      Un bacio.

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  2. Valentina ha detto:

    La foto finale è una più che degna conclusione di un post bellissimo. Riassume perfettamente il suo contenuto; è intensa, speciale, ma sopratutto, vera.

    P.S. Per la cronaca E soprattutto, sai di essere maledettamente privilegiata perché hai loro due. Che sì, sono due maschi e per questo hanno i loro limiti, ma sono le persone più speciali che tu potessi avere vicino è il periodo che diciamo più spesso io e mia mamma. 😛

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    1. Laura ha detto:

      ehehehehhe, se non ci fossero bisognerebbe inventarli, i maschietti 😉

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  3. Arianna ha detto:

    Ecco: un post del genere fa venire i lucciconi anche a una che non è propriamente il prototipo del romanticismo qual son io… 🙂

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    1. Laura ha detto:

      esagerata!! 😀

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  4. Sabrina ha detto:

    in mezzo a gente che si lamenta per un’unghia spezzata te sei la mia àncora di salvezza
    e che ti adoro già lo sai 🙂

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    1. Laura ha detto:

      io non c’ho manco tempo per limarle, le unghie, figurati se mi accorgo se mi si spezzano 😉
      ma mi lamento anche io, a volte. 🙂

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  5. eka ha detto:

    Che amori, la foto che hai messo è il giusto completamento di un post altrettanto bello. E poi “Titu si sveglia e ha defecato come un quindicenne che ha fatto indigestione al Mac Donald” sappi che è una frase per cui ho riso 20 minuti e per la quale continuo ad essere dell’idea che quando avrò un figlio vomiterò ogni volta, visto che sono schizzinosa da matti.
    I tuoi due uomini sono fantastici. E te li meriti (cocomeri).

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    1. Laura ha detto:

      grazie cara 🙂
      no, non vomiterai. magari ti metterai una molletta nel naso, ma non vomiterai, fidati 🙂

      cocomeri a nastro per tutte e due, che noi ci si merita quel che si ha – quasi sempre-

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      1. eka ha detto:

        Fidati. Quando mio fratello si beccava l’influenza 3-4 volte l’anno (io mai, sia chiaro -_-” sempre a scuola) e vomitava che nemmeno la bambina dell’esorcista, io gli andavo dietro. Sono davvero schizzinosa da matti.

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      2. Laura ha detto:

        beh ma col vomito è diverso! quello fa proprio schifo! l’unica volta che Titu ha vomitato io avevo una molletta nel naso (ti giuro) e Chef stava nell’altra stanza ad occhi chiusi che diceva “respira, respira, respira”.

        e come sempre, io e te s’è proprio fini, eh?

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  6. claudia ha detto:

    E fortunata che il piccolo ha una nonna (o forse addirittura un nonno, o due!!) da cui stare (non solo per un motivo economico, che comunque non é poco); che non si rende ancora conto, ora, che ricchezza sia, averci dei nonni. La mia l´ha provato per pochi mesi, e qui – a piú di diecimila chilometri di distaza – le mancano molto. Ed é reciproco.

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    1. Laura ha detto:

      no no, se ne rende già conto. ha un debole viscerale per mio babbo. del tipo che quando lo vede manda via anche me e salta in braccio a lui. 🙂

      quindi sì, è tanto fortunato. anche perché li ha tutti e 4 vicini i nonni. e ha anche un bell’arsenale di zii e cugini.

      scriverò della mia famiglia prima o poi: se lo merita 🙂

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