God bless the XBox 360…

il

Non è che sia partito proprio in discesa, questo 2012. Cioè, io non potrei nemmeno lamentarmi, dato che ho smaltito alla grandissima i postumi del 31 e riesco a gestire Titu che è sempre più scatenato e frustrato dal fatto che siamo chiusi in casa da due settimane – e la suddetta casa è micronana e abbiamo poco margine di inventiva per giocare ecc.

Però.

Eh, c’è sempre un però.

C’è che Chef s’è preso una specie di virus influenzale.La notte tra il 31 e la mattina del primo gennaio, che culo eh?

Avete mai avuto a che fare con un maschio adulto ammalato? Quelle che sono sposate o convivono sicuramente in questo momento stanno scuotendo la testa e leggono queste righe con un’espressione abbastanza contrita in volto. Perchè loro lo sanno.

Sanno che un maschio adulto ammalato è un dramma sociale. Se poi sopraggiunge qualche linea di febbre è meglio raccomandarsi a Dio e chiedergli di armarvi di tanta tanta pazienza. La userete tutta e forse gliene chiederete un altro po’, quindi ditegli di non lesinare. Per fortuna esistono invenzioni geniali come le console, nel nostro caso l’XBox 360 munita di giochi sparatutto da cerebrolesi ma che ai maschietti piacciono tanto che portano questi nomi altisonanti tipo Call of Duty, Battlefield e vattelapesca. Grazie a queste geniali invenzioni -che secondo la mia modestissima opinione sono state partorite dalla mente di una donna con i coglioni pieni di avere a che fare con esemplari di maschi febbricitanti- l’esemplare di maschio adulto malato riesce ad alleviare le sue sofferenze, riducendo anche il vostro tic nervoso all’occhio destro.

Scherzi a parte, sto benone e anche Chef sta meglio. Però sono un po’ stanca. Che la mia giornata tipo sarebbe: svegliati alle sei e mezza -che Titu strilla che vuole il latte- sfamalo, rimettilo nel suo letto che così si spara un’altra oretta di sonno (durante la quale io faccio appena in tempo a rilassarmi e poi partono le trentasei sveglie che quel paranoico di mio marito punta ogni 5 minuti perché teme di non alzarsi. Sveglie che ovviamente lui non sente e che mi impediscono quasi sempre di dormire), colazione, bagno, vestizione mia, poi sveglia il nanetto, vestilo, caricalo in macchina e portalo dalla nonna, vai in ufficio. Lavoro dalle otto e mezza-nove all’una-una e mezza. Poi torna a prendere il nano, mettilo a fare il riposino, pranza, sistema la cucina. Un’ora forse per farti i cazzi tuoi, poi il pomeriggio è dedicato a Titu e alla preparazione del desco serale. Alle sette preparagli la cena, giocaci un altro po’ -solitamente assieme al babbo- e alle otto e mezza mettilo a letto. Poi se Dio vuole mangiamo e mi posso sdivanare. E io sono una privilegiata del cavolo, che lavoro mezza giornata e ho la donna delle pulizie. Però arrivo alle undici che sono morta lo stesso e tutti i miei complimenti vanno a quelle mamme che riescono a fare tutto da sole. Io non ce la farei.

A questa giornata tipo aggiungeteci: un uomo adulto che con qualche linea di febbre e un po’ di mal di testa si aggira per casa con una faccia da 2 novembre che ve la raccomando, un tempo più grigio di un blocco di ghisa e lo scazzo da ciclo et voilà, avrete capito perché oggi non mi sento proprio la più figa del mondo.

Però.

Però poi li guardo mentre giocano sul tappeto insieme in uno strano e malaticcio pomeriggio di gennaio e non riescono a non strapparmi un sorriso, i miei due maschietti. Soprattutto quando giocano con questa

Lui è Mr Spooncar, fantastico regalo di Ago e l’Elena.

Lo so, mi sono davvero rincoglionita ultimamente. Ma sono felice.

Stanca morta, maremmaimpestata, però davvero tanto felice.

E comunque, non dico che agli uomini servirebbe provare l’ebrezza di una gravidanza, o di un parto, o delle mestruazioni, per capire cosa significhi davvero stare male, no.

Basterebbe una ceretta all’inguine.

Poi vedi come gli cambia la prospettiva.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. lafiammiferaia ha detto:

    Anche io ho avuto l’influenza durante Capodanno. E però mi sa che io devo essere un uomo nel corpo di una donna, perché ogni volta che ho la febbre mia madre dice che entro in uno stato che somiglia a quello di pre-morte… se è possibile sono ancora più fastidiosa di quanto non lo siano i miei fratelli nelle stesse condizioni.
    Vabbè, poi non parliamo del resto, che ho una soglia di dolore bassissima e quindi ogni volta mi imbottisco di medicine, pur di non sentirmi male.
    E, però, allo stesso tempo, la ceretta all’inguine me la faccio sempre. E, addirittura, sono anche una di quelle che non si lamentano un granché.

    I misteri della vita. O, semplicemente, si tratta solo dell’applicazione in concreto di una delle (troppe) mie filosofie di vita: “lamentati con trasporto quando stai male per cause estranee a te, soffri in silenzio per il dolore autoinflitto”! 😉

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  2. Sabrina ha detto:

    le donne della mia famiglia hanno una tempra che il mio medico, donna anche lei, quando ci vede dice che si preoccupa che prima che andiamo deve arrivare una specie di peste bubbonica altrimenti sopportiamo stoicamente
    mio FratelloBello ad ogni raffreddore reclama l’estrema unzione, per dire che ti capisco perfettamente
    e capisco anche la tua stanchezza che mi sono sempre detta che le mamme acquisiscono superpoteri con la nascita dei bimbi

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  3. Cupcakes ha detto:

    Io e Dani non viviamo insieme (ma quando abbiamo dormito insieme ho capito che russa come un pazzo e l’ho odiato profondamente), ma capita che lui vada al lavoro anche con l’influenza, quindi spero un domani di non dovermi sorbire le sue lamentele se dovesse avere due linee di febbre… io però sono una che si lamenta anche quando ha solo il raffreddore ;P

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  4. Laura ha detto:

    @Cup: beh, vi compensate però 😉
    @Not: ecco, un altro punto in comune, visto 😉 ??
    @La Fiammiferaia: c’è sempre l’eccezione che conferma la regola 😉

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  5. klelia ha detto:

    mmmhh…. gli uomini lamentoni.. che noiooooosi!!!!
    però se ce la fa ad usare l’xBox non è così grave ma.. no, ok, non stare a dirglielo!! 😀

    bellissima la “foto” dei tuoi uomini che giocano in salotto ❤ ❤

    ps. qualche anno fa ho cerettato un polpaccio ad un fratello particolarmente strafottente sull'argomento (della serie "ma mica farà così male no??). Ha urlato come una ragazzina (cioè, con gli acuti!!). Ti assicuro che è un'esperienza utile da entrambe le parti. Loro, si rendono conto. Noi.. un minimo di sado-soddisfazione non farà male no..?? 😛

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  6. Laura ha detto:

    Dopo aver assistito al parto di nostro figlio ha deciso che non farà mai più una battuta sarcastica sulla soglia del dolore delle donne. Insomma, si è risparmiato la ceretta, per ora… 🙂

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