Due cuori e una Cucina

I miei amori nascono tutti da un grande odio iniziale.

Ad esempio, scrivere.

La mia prof di italiano una volta mi disse che non scrivevo tanto bene. Probabilmente all’epoca la presi un po’ sul personale e mi ci misi di buona lena. Risultato: a 28 anni ho pubblicato due libri. Non sarà indice matematico di talento o fama garantita (se dovessi mangiare con i miei libri avrei una dieta molto cartacea, per intenderci), ma forse poi così male non scrivo.

Un altro esempio, nuotare.

Da bambina mi iscrissero a nuoto perchè camminando buttavo all’interno il piede sinistro. Due palle così per una vita, plantari ecc. Poi il nuoto. La mia diapositova: una nana di sei anni, alta un metro e un barattolo e quasi unica femmina in mezzo a energumeni maschi di otto-dieci anni. Mi prendevano così tanto per il culo che diventai un mostro: vinsi una gara amatoriale e mi proposero di entrare in agonistica. Per diverse ragioni che non sto a spiegare la mia carriera morì prima di nascere e forse non sarei mai diventata la nuova Pellegrini, ma mettetemi in acqua e sarò la donna più felice del mondo.

Il più lampante: cucinare.

Io odiavo cucinare, fino a qualche anno fa. Sono sempre stata in grado di farlo, ma non ci mettevo passione. Facevo il mio compitino e stop; probabilmente ciò era dovuto al fatto che per anni la Mutti mi avesse schiavizzata ad ogni sacrosanta festa comandata per ore in cucina, facendomi fare i peggio lavori (leggi: pulire kg si kg di fagiolini, sgusciare una tonnellata di gamberi, pelare montagne di patate ecc). Associavo la cucina a una gran fatica e ad un conseguente ed infinito giramento di coglioni.

E poi è arrivato Chef. Che, come anche i meno arguti avranno inteso, di mestiere fa lo chef. O meglio, lo ha fatto per 15 anni e adesso fa tutt’altro, ma questa è un’altra storia e ne riparleremo -forse- più in là. Chef mi ha insegnato che cucinare è come praticare una sorta di meditazione: quando ti concentri e metti il 100% di te stesso in quello che stai facendo, la testa va in loop e ti rendi conto che è come se le mani sapessero da sole cosa fare, senza bisogno di ricevere input dal cervello. Ed p così, accidenti. E succede che mentre stai pelando a vivo il pompelmo rosa per la tartare di tonno di colpo un raggio di sole entra dalla finestra inondando il piano di lavoro, la musica esce a basso volume dallo stereo vicino e te e allora ti tagli una fetta del pane che hai sfornato da poco e il calore e la fragranza che ti si sprigionano in bocca al primo morso ti fanno quasi commuovere.  E ti dici che la vita è bella e che cucinare è un’esperienza meravigliosamente orgasmica, se vissuta in questo modo.

Chef mi ha insegnato che in cucina ci si può divertire, che passare un pomeriggio d’inverno chiusi in casa a cucinare per amici che vengono a cena la sera è divertente, piacevole e dannatamente appagante.

Fare la spesa, selezionare solo gli ingredienti migliori e i più semplici, immergersi in un bagno di aromi e di spezie, impastare, infornate, sminuzzare, creare… cucinare, a certi livelli, è fare arte. Qui ovviamente parlo di lui e di chi lo fa di professione, non di me.

E Chef mi ha insegnato anche che cucinare è amare: la mamma che cucina per i suoi figli, la moglie che cucina per il marito (o, nel mio fortunato caso, l’opposto), la fidanzata che prepara una torta al fidanzato… nel creare qualcosa con le proprie mani che è destinato non solo al sostentamento, ma anche e soprattutto al piacere delle persone che ci sono care è una gratuita dichiarazione d’amore.

Insomma: io sono sempre a dieta, da quando lo conosco.

Però sono anche maledettamente, infinitamente felice di averlo conosciuto.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Arianna ha detto:

    Come ti capisco… Anche per me cucinare è una passione: magari non sarò una cuoca provetta, però adoro immergermi negli ingredienti, nei profumi, nei colori… E’ rilassante, appagante e mi permette di togliere parecchia confusione mentale.

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  2. Cupcakes ha detto:

    Spero anche io un giorno di avere un’illuminazione culinaria, perchè ad ora sto proprio messa male…

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  3. Laura ha detto:

    Arianna: poi vuoi mettere la soddisfazione nel mangiare una cosa che hai fatto tu? Priceless.
    Cup: se vuoi prendere in prestito qualche ricetta dal blog serviti pure 🙂

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