Wannabes and Blogstars

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Da Ferragosto a oggi sono stata in ferie. E sono stati giorni piacevoli, oziosi e rilassati. Io e Titu ci siamo armati di litri d’acqua, banane e macchina fotografica e ci siamo finti vacanzieri a Riccione, scattando foto, immergendoci nella folla, gironzolando per l’entroterra e la campagna a bordo del bolide blu e uscendo praticamente ogni sera, accompagnati anche da BabboChef ovviamente, che in ferie proprio non è, ma che quando si tratta di uscire raccoglie le sue quatto ossa e ci segue in capo al mondo.
Abbiamo trascorso blandi pomeriggi in campagna dai miei, mattinate tra il supermercato biologico per procacciare le verdure per Titu e i cereali per la sottoscritta (sto facendo amicizia con il commesso, incredibile!!!!) e il parchetto dietro via Settembrini.
Io ho cominciato e finito Le Quattro Casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino, un noir di una giapponese incredibilmente talentuosa (consigliato solo se non avete stomaci deboli) e incominciato Al sangue di Anthony Bourdain, uno chef graffiante e divertente e che vi consiglio se volete sapere quello che succede veramente in cucina e a differenza di me non avete sposato un uomo del mestiere… ma volete davvero saperlo? Meglio di no, fidatevi di me.

Insomma, mi sono presa del tempo per me, nonostante come è giusto e ovvio che sia, ne ho dedicato anche moltissimo al mio nanetto.

Oltre a tutto ciò, ho confermato le candidature di Erika ai Macchianera Blog Awards.

Come lei, anche io penso che non sia per forza giusto e scontato che le solite blogstar si prendano tutto lo spazio che c’è.

Non capisco perché una che è bella, bionda, ricca e stupida (se ci è o ci fa non mi importa più di tanto) debba per forza diventare il guru della moda del nuovo millennio. Non faccio nomi, ma non per paura, semplicemente perché non mi va di regalarle ulteriori visite scrivendo qui il suo nomecognomeosoprannome.
Ma lei non mi va giù, questo sì è fuor di dubbio ed è indipendente dal suo aspetto fisico. Non sono invidiosa del suo bel facchino, dei suoi soldi, del suo fidanzato o delle sue gambe lunghe. Per carità. Ma non mi va giù che gente che non sa fare un’emerita fava debba avere spazio su riviste femminili nonostante non sappia scrivere.
E non mi va giù che siano sempre i soliti noti raccomandati a fare il botto, mentre gente che avrebbe idee e capacità, ma che manca un po’ di mezzi, non venga calcolata nemmeno di striscio.

E allora credo che sarebbe anche ora di riprenderselo, un po’ di questo spazio.

Credo che meriterei più io di lei, o di molte altre, di scrivere su qualche rivista. Perché SO di saper scrivere meglio, e che cavolo. Non è una questione di essere modesti o meno, ma uno stramaledetto dato di fatto. Io scrivo bene. Lei no. Punto.

Se anche voi la pensate così e ancora ci credete, nella meritocrazia, beh allora confermate le categorie di Erika. Non vi costa nulla e sappiate che lei, la nomination per il blog con la miglior grafica, se la stramerita. Ecco.

Ciò detto, davanti mi si dispiega un weekend abbastanza impegnativo dal punto di vista enogastronomico (a cena dai miei e a bere in giro…povero figlio mio, che genitori degeneri che ti ritrovi), ma anche rilassante, dato che ce lo faremo tutto al mare. Possibilmente ammollo nell’acqua, che annunciano 35 stramaledetti gradi e sole a palla fino alla fine del mese.

Have a nice weekend.

Io mi sa tanto che svuoto un’anguria e faccio sangria come se piovesse…

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