Maschi contro Femmine

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Premetto che ancora il film non l’ho visto. Ma da quel che ho potuto evincere dal trailer, la pellicola affronta il solito, trito, ritrito e insormontabile problema: l’incompatibilità dei sessi.

Ora, vuoi che io, la piccola reginetta dell’ironia all’inglese, non facessi un post proprio su questo? Mica perché mi interessa più di tanto come argomento, ma solo per abbattere qualcuno tra i peggiori luoghi comuni in merito.

C’é solo una piccola precisazione da fare: io sono una donna piuttosto anomala.

Guido una macchina da uomo, con lo stesso piglio di un uomo (non lo dico io, lo dice Chef, che solo con me si è seduto 2 volte al posto del passeggero). Se una coppia di amici litiga solitamente faccio meno fatica a prendere le parti dell’uomo, lavoro meglio con gli uomini anziché con le donne, bevo alcolici e li reggo quanto un uomo (e spesso e volentieri anche di più), analizzo i problemi come un uomo.

Detesto il colore rosa, le magliette con i bambocci (hello kitty e co, personaggi disney, animaletti carini e coccolosi e via discorrendo), tutto ciò che è tenero e cute.

Sono stata immensamente felice quando la ginecologa mi ha confermato che avrei avuto un figlio maschio, perché nella mia testa malata già pregustavo il momento in cui gli avrei potuto regalare, nell’ordine: trenini, macchinine telecomandate, costruzioni, spade e mostri vari. Tutto quello che io chiedevo ogni anno a Babbo Natale e che veniva disatteso poiché l’ottuagenario lappone rincoglionito mi portava fisso bambole, pentole e piattini, set di trucchi e altre simili amenità.

Questo però non significa che io vada in giro con camice a scacchi di flanella, che faccia la gara di rutti nei pub con in mano il mio boccale di doppio malto, che mi gratti il sedere o mi metta le dita nel naso.

Femmina sono: mi piace fare shopping, comprare scarpe e borse anche se ne ho un armadio pieno, ho degli sbalzi d’umore degni di un’isterica patentata, metto il muso per niente, sono permalosa, irritabile, mi piacciono le coccole, spesso reclamo più attenzioni, odio il calcio e parlo un casino.

Però ogni tanto, quando ascolto i discorsi delle mie amiche, mi viene da pensare che sì, i ragazzi saranno anche cafoni, bastardi, egoisti, insensibili e chipiùnehapiùnemetta, ma noialtre siamo una bella banda di cagacazzo eh.

Insomma, secondo me molto spesso manca l’empatia. Il mettersi nei panni dell’altro. Una donna non lo fa MAI, ma vorrebbe che lui lo facesse ogni tre  per due. Un uomo non lo fa MAI, ma gli basterebbe che lei non gli fracassasse gli zebedei ogni tre per due.

Analizziamo un po’ 2 di dinamiche tipo:

INFLUENZA  Femmina 1 – Maschio 0:

Un uomo è clinicamente morto quando gli viene il raffreddore. Figuriamoci quando ha 37.5°: deambula a fatica e se lo fa guaisce come un animale ferito a morte. Ogni cinque secondi ti dice che sta malissimo (come se questa cosa lo facesse stare improvvisamente meglio…mah) e qualsiasi cosa tu gli chieda, anche se vuole provarsi la febbre, lui ti guarda come se gli avessi appena detto di uscire a fare una corsa in mutande quando fuori la temperatura è -20°.

Una donna di regola la febbre la percepisce quando arriva a 38,5° , il massimo che si concede è sedersi sul divano e riesce a : prendersi cura dei figli, del marito, stendere un paio di lavatrici e preparare la cena. Tutto ciò dicendo che non si sente benissimo, a dire molto, circa una volta in dieci giorni. Se poi si lamenta, lui di solito la guarda allargando le braccia e minimizza in modo infelicissimo tipo:

“ma dai su, lo sai che è stagione, adesso ti prendi un’aspirina e vedrai che ti passa”.

In questo caso tu moglie, compagna o mamma, dovresti cercare di metterti nei suoi panni e capirlo: loro non sono programmati per stare male.

Gli uomini non combattono con i peli superflui dall’età di 12 anni. E se si depilano, col cazzo che fanno la ceretta all’inguine, i figlioli.

Non hanno mai subito il trauma di una mamma che li costringeva a stare seduti immobili mentre lei pettinava i loro lunghi capelli pieni di nodi con una spazzola di ghisa.

Non hanno le mestruazioni.

Non partoriscono.

Non è colpa loro, se sono dei piagnoni: quando escono dalla casa di produzione, non hanno il pacchetto “survivor” inserito. Tutto qui.

Quindi, donna, ti rimane solo una cosa da fare: abbozza e trovati un feticcio qualunque su cui scaricare la frustrazione (il sacco da pugile sarebbe l’ideale).

SABATO SERA  Maschio 1 -Femmina 0:

Lui ha già giocato tutta la Champions League con la Play 3, si è letto 2 quotidiani, fumato due pacchi di sigarette, fatto 3 docce, sistemato il garage e non ha più palle da grattarsi per la noia e la frustrazione e tu sei in mutande e reggiseno con l’asciugamano arrotolato a mo’ di turbante in testa e te ne stai a fissare con odio purissimo le due ante spalancate del tuo armadio.

Quando lui fa capolino sperando che dopo 6 ore la scena sia mutata e azzarda a dire che sarebbe ora di andare perché gli altri vi aspettano al ristorante, gli ringhi contro che non è colpa tua se non hai niente da metterti.

Lui abbozza e prova a darti qualche idea (non fatelo maschi, non fatelo MAI), tu lo fulmini con lo sguardo e ti devono tenere in 3 perché vorresti solo saltargli al collo.

Lo insulti, due secondi dopo, perché non ti da mai consigli sul look.

Quando finalmente decidi cosa mettere (e di solito le scelte sono 2) e gli chiedi un parere, ti si gonfia la giugulare e rischi che ti parta un embolo perché lui risponde (ed è sincero di solito)  che stai benissimo con entrambe le mise.

Lui rischia di pisciarsi addosso, ma a te non interessa niente, devi finire di farti gli “smokey eyes” e devi stirarti i capelli con la piastra.

Quando finalmente montate in macchina, ti sei sicuramente, irrimediabilmente dimenticata il cellulare o il portafoglio nell’altra borsa (quella da tutti i giorni) e ci vai tu a prenderlo? Noooooo, va lui perché ha le scarpe basse e fa prima.

In questo caso tu, uomo o marito, prova a metterti nei nostri panni: non siamo programmate per essere indifferenti all’apparire.

Non abbiamo la fortuna di avere delle proposte moda eleganti e che stanno bene a tutte quante, alte basse magre o grasse (es: vestito a giacca oppure jeans+polo) .

Non abbiamo la fortuna di essere immuni ai bombardamenti ormonali, quindi di norma la nostra pelle tende ad aver bisogno di qualche lavorino di rifinitura a tutte le età.

Non abbiamo la capacità di essere immuni al voler piacere a tutti i costi: dobbiamo sempre essere le più belle, le più magre, le meglio vestite, altrimenti c’è il rischio di piacere meno (a noi e soprattutto a voi, diciamocelo) di un’altra.

Noi siamo bombardate 24 ore al giorno da pubblicità indirizzate quasi solo a noi: creme, cremine, cibi light, donne meravigliose che fanno innamorare chiunque alle quali vorremmo tanto ma tanto assomigliare.

Noi non lo facciamo apposta:  ci “disegnano così” , per citare quella stra-gnoccona di Jessica Rabbit.

Vi siete riconosciuti in queste due dinamiche?

Bene.

Vuol dire che siete umani.

Nonostante ciò, pensate ancora di essere appartenenti alla “categoria migliore” e che solo l’altro debba correggersi?

Bene.

Vuol dire che siete mediocri.

Consiglio: un po’ di sana autoironia non ha mai ucciso nessuno.

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sabrina ha detto:

    la frase che ripeto più spesso a mia nipote è “non fare la femmina isterica”
    che detesto quelle che non vanno in palestra perché hanno il ciclo, non vanno al mare perché hanno il ciclo, non vanno a cena fuori perché hanno il ciclo, e non continuo che è meglio
    io credo che da che siamo nate ci hanno dato come unica indicazione : sei femmina per cui pedala :o)
    il film credo sia insulso (a vederlo non ci vado nemmeno se mi ci pagano, che già il titolo basta per farmelo andare di traverso)
    e – inutile dirlo – anche in questo post trovo tante cose in comune con te, prima su tutte le amiche che si lamentano di ogni cosa riguardo il loro partner
    o ti rassegni, o provi a cambiare qualcosa
    inutile starci tanto a piagnucolare sopra

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  2. laurettal ha detto:

    Sì, anche secondo me il film sarà insulso.
    Le donne che si bloccano col ciclo prima di avere un figlio dopo si possono anche sparare, dato che si ha, almeno per i primi tempi un'”autonomia” di un’ora e mezza…fa te 🙂

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  3. primaopoicresco ha detto:

    dando x scontato che il post è bello assai … concordo sul principio che spesso siamo un po’ troppo femminucce .. io non lo ero … ora con l’età … pork .. lo sto diventando … da “ragazza” vuoi essere un maschiaccio … crescendo e soprattutto dopo i 40 a me è diminuita una certa forza interiore che adesso mi essere un po’ lagna .. ma l’importante è rendersene conto no? …no eh? 😦

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  4. primaopoicresco ha detto:

    tra mi ed essere … manca un sembra …
    ossia la frase sarebbe.
    mi sembra di essere …
    e con questa figuraccia passo e chiudo 🙂

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  5. laurettal ha detto:

    ma che figuraccia!!! 🙂
    Io sono maschiaccio per certe cose e scandalosamente donna per altre…ma è bello così, almeno mio marito non si annoia 🙂

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  6. Sylia ha detto:

    Ottimo punto di vista,.. io ammetto di rientrare tra le “rompipalle”, è istintivo, non riesco a bloccarmi, quando c’è qualcosa che non mi quadra devo parlarne per forza, altrimenti accumulo, ci ricamo sopra e dopo esplodo in modalità “bomba atomica”, sterminando tutto quello che mi sta attorno, tra nervoso, agitazione, ansia, preoccupazione, incazzatura [fomentata dei “ricami mentali”] e chi più ne ha più ne metta.

    Però non siamo solo noi, i nostri ormoni e le nostre insicurezze su, talvolta ce la mettono veramente tutta per farci scoppiare, volutamente o meno.. e anzi, in certi casi, noi “fanciulle”, siamo addirittura troppo “pazienti”, creandoci mille giustificazioni [con sensi di colpa annessi] per andare avanti e/o perdonare a ogni costo.

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  7. laurettal ha detto:

    Beh sì, anche io se ho un problema ne parlo subito e ne discuto: questo non vuol mica dire essere rompiballe, anzi. Tutto ruota attorno alla natura del “problema” : di sicuro non mi metto a discutere se lascia vestiti in giro o non abbassa la tavoletta del bagno, per intenderci. Per le cose importanti è giustissimo non tacere, ci mancherebbe.

    Ciò detto, gli uomini hanno la laurea ad honorem per far perdere la pazienza…ma spesso non consideriamo il fatto che molte “fanciulle” hanno la miccia corta 😀

    Su quelle che perdonano ad ogni costo e mandano giù rospi di 5 kg ci vorrebbe un post a parte… meglio che non dico niente và 😀

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  8. Hai descritto alla perfezione mio padre, mio fratello e il mio moroso quando sono ammalati.

    Però è vero che non ho mai niente da mettere 😀

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  9. giuseppe scano ha detto:

    ottimo post .tornerò a leggerti spesso un saluto . Giuseppe . e complimenti per ‘autorironia

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  10. laurettal ha detto:

    @Un nemico al giorno: vedi? è un delicato equilibrio (sopra la follia) che manda avanti tutte le cose. pensa che casino se fossero loro a lamentarsi per il guardaroba da rinnovare e noi a deambulare per casa come ottuagenari con un piede nella fossa per un raffreddore… impensabile! 😀
    @Giuseppe: grazie, troppo buono! l’autoironia è l’unica cosa che ti salva la vita a prescindere: chi si prende troppo sul serio finisce per annoiarsi, secondo me 🙂

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